Tommasi: «Ma la volontà conta più dei soldi»

da Torino

Talvolta la verità fa male. Talvolta conta più lo stile che il contenuto. Il calcio italiano «sta tornando con i piedi per terra, si sta evolvendo in modo intelligente, ma ha bisogno di manager sportivi a tutto tondo. Oggi si parla tanto di moralità e poi c'è chi spende 120 milioni all'anno senza vincere niente». Senza fare nomi, l'amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo ha scagliato oggi una frecciata, con un bersaglio abbastanza identificabile (l'Inter), rispondendo alla domanda di uno studente liceale alla festa per i 100 anni del liceo Valsalice di Torino. «Il calcio italiano è caratterizzato, da un lato, da molta faziosità - ha detto l'ad bianconero - ma dall'altro c'è motivo di ottimismo, perchè ci siamo dati importanti regole in campo amministrativo e finanziario, abbiamo messo paletti forti». Nello stesso contesto, Luciano Moggi ha aggiunto un’ulteriore provocazione verso i nerazzurri: «Per la faccenda Zoro, rischiano la sconfitta a tavolino».
La doppia uscita di Giraudo e Moggi sull’Inter ha scatenato la prevedibile (e persino giustificabile, anche se l’ad bianconero non ha detto nulla di falso) reazione nerazzurra. Il nervo scoperto fa male, e per conto del patron Moratti ha parlato Giacinto Facchetti, da poco sbarcato a Parigi con Figo per festeggiare Ronaldinho Pallone d’oro: «A Moggi mi sento di rispondere solo che, fra le tante cose che fa nel calcio, non sapevo che volesse anche scrivere in anticipo le sentenze del giudice sportivo». «Invece - ha proseguito il presidente nerazzurro - per quanto riguarda l'immoralità citata da Giraudo, non può essere immorale chi spende soldi propri e non credo che debba spiegare io a Giraudo quali sono le cose veramente immorali del calcio italiano. Lui dovrebbe conoscerle bene». A 48 ore dalla sentenza d’appello del processo di Torino, niente male come agreement.