Tommy, assolto Barbera vent'anni a Raimondi

Questa la sentenza emessa dal gup di Bologna in conclusione dell'udienza per il sequestro e l'omicidio di Tommaso Onofri. La procura: "Siamo pienamente soddisfatti"

Bologna - "Ci rimettiamo a giustizia". Queste le prime parole pronunciate da Paolo Onofri, il papà del piccolo Tommaso, rapito e ucciso a Casalbaroncolo, in provincia di Parma nel marzo 2006, in seguito alla sentenza con cui il gup di Bologna Rita Zaccariello ha condannato Salvatore Raimondi a vent'anni di reclusione e ha assolto Pasquale Barbera. Sul verdetto il papà di Tommy ha ribadito: "Così ha deciso il giudice". Paolo Onofri ha preferito non stare in aula. "Non riesco a risentire tutto da capo", ha spiegato. Onofri poi è salito in sella alla sua moto per fare rientro a Parma. Mentre dalla Procura arrivano commenti di piena soddisfazione: "Abbiamo ottenuto quello che volevamo". Così il procuratore aggiunto della Dda di Bologna Silverio Piro a conclusione del processo.

La sentenza Raimondi e Barbera erano entrambi accusati del sequestro del piccolo Tommy. Ma su Raimondi pendeva anche un altro capo di imputazione: l'uccisione, come conseguenza non voluta, del bambino. Ed era accusato anche della detenzione del coltello utilizzato per il sequestro materialmente portato a termine con Mario Alessi. Per lui e Barbera ll’accusa aveva chiesto ieri rispettivamente 20 anni e 13 anni. Il giudice ha stabilito anche un milione e 250 mila euro di provvisionale immediatamente esigibile per i genitori del piccolo Tommy e 200 mila per nonni e zii.

Le accuse Il ruolo di Barbera, 33 anni e capomastro amico del padre di Tommy, per l’accusa era quello di informatore della situazione della famiglia del bimbo. Su Barbera pendeva anche l'accusa di avere prelevato il cane Tody dalla casa degli Onofri ed era l’unico degli indagati a piede libero. Le difese avevano chiesto rispettivamente il riconoscimento delle attenuanti generiche e per la collaborazione (per Raimondi) e l’assoluzione per non avere commesso il fatto (per Barbera).

Raimondi ricorrerà in appello "Assolto, meglio di così ... È la fine di un incubo". Con questo commento a caldo, dopo aver attesa la sentenza sul sequestro di Tommaso Onofri che lo vedeva imputato Pasquale Barbera tira un respiro di sollievo. Mentre l'avvocato Cavalli, legale di Raimondi ha fatto sapere che il suo assistito "era preparato, vent’anni erano e vent’anni sono. Adesso abbiamo novanta giorni per le motivazioni poi andremo in appello". E ha aggiunto: "Sono convinto che l’appello ci darà ragione non chiediamo la luna. Chiediamo il riconoscimento delle attenuanti per la collaborazione che a nostro giudizio sono doverose". Durante il processo lo stesso Raimondi ha rilasciato spontaneamente la seguente dichiarazione: "Chiedo scusa alla famiglia Onofri. Sono stato vittima della mia inesperienza: tutto quello che dovevo fare era guidare uno scooter per dieci minuti".