Tommy, le richieste dei pm: 20 e 13 anni per gli assassini

Vent'anni di reclusione per Salvatore Raimondi e tredici per Pasquale Barbera. Queste le richieste dell'accusa al processo per il sequestro e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri. Le pene richieste tengono conto dello sconto di un terzo, previsto dal rito abbreviato con il quale sta procedendo il dibattimento

Bologna - Vent'anni di reclusione per Salvatore Raimondi e tredici per Pasquale Barbera. Questa la richiesta che i due pm della Dda di Bologna che si occupano del caso del piccolo Tommaso Onofri, il bambino rapito e ucciso il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo, in provincia di Parma. Entrambe le richieste di pena comprendono lo sconto di un terzo, garantito dai rito abbreviato, modalità in cui si sta svolgendo il processo. Per Raimondi, accusato anche della detenzione dell’arma utilizzata per il sequestro, è stata chiesta anche una condanna a tre mesi di arresto e 150 euro di ammenda, ridotti a due mesi e 100 euro.

La riquisitoria del pm Musti Il pm Lucia Musti non ha riconosciuto le attenuanti generiche per Raimondi, l’uomo che prelevò fisicamente il piccolo Tommy, strappandolo dal suo seggiolone. Il pm ha però messo in risalto, durante la sua requisitoria, come Raimondi sia sempre apparso più credibile di Alessi e della Conserva, che verranno processati a settembre a Parma, e che ha agito perchè era sempre alla ricerca di denaro, costantemente in bolletta.

Grave la responsabilità di Alessi e Conserva L’altro pm, Silverio Piro, procuratore aggiunto della Dda, ha invece analizzato la posizione di Barbera, chiedendo tredici anni e riconoscendogli le attenuanti generiche. Secondo Piro, Barbera era amico di vecchia data di Alessi e avrebbe presumibilmente dovuto dare il cambio alla Conserva e a Raimondi nel custodire il bimbo. Inoltre, a parere del pm, il capomastro parmigiano non avrebbe un vero alibi per quella sera: e anzi non si può escludere che fosse in auto con la Conserva la notte del rapimento. Infine, sono state evidenziate le gravissime responsabilità di Alessi e della Conserva, vere menti di questa tragedia. Ora, dopo una pausa di un’ora, parleranno gli avvocati delle parti civili: presente per la famiglia di Tommaso Onofri lo zio Cesare Fontanesi.