Tonfo delle borse europee, Piazza Affari a -4,52%

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Perdite pesanti per le Borse europee e
per Wall Street all’indomani del meeting della Fed che esprime
pessimismo sull’economia americana. A
registrare le perdite minori è Milano dove il
comparto più colpito è quello industriale. L’indice Ftse Mib cede il
4,52%. Francoforte perde il 4,96%
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Milano - Perdite pesanti per le Borse europee e per Wall Street all’indomani del meeting della Fed che esprime pessimismo sull’economia americana. Non ha contribuito a migliorare l’umore dei mercati l’indice dell’attività manifatturiera nei Paesi dell’Eurozona che scende a settembre ai minimi da agosto 2009. Le borse europee chiudono in forte calo. A registrare le perdite minori è Piazza Affari in quanto il comparto più colpito - per via del tonfo dell’indice Pmi manifatturiero dell’eruozona - è quello industriale, che ha un peso minore sulla piazza milanese. L’indice Ftse Mib cede il 4,52% a 13.481,59 punti. Il Dax di Francoforte perde il 4,96% a 5.164,21 punti, con ThyssenKrupp (-8,18%) e Daimler (-7,95%) tra i peggiori del listino. Il Cac 40 di Parigi, maglia nera, scivola del 5,25% a 2.781,68 punti, l’Ftse 100 di Londra arretra del 4,67% a 5.041,61 punti, l’Ibex di Madrid segna -4,62% a 7.830,8 punti.

Per l’Italia, in controcanto, arriva un buon apprezzamento da parte del commissario Ue agli Affari economici e monetari. Olli Rehn, da Washington dove stanno per aprirsi i lavori del G20 finanziario, ha detto: "Non mi aspetto che l’Italia abbia bisogno di prestiti di emergenza dall’Ue e dal Fmi". Se saranno necessari, gli interventi sul mercato secondario dei titoli di stato dovrebbero essere in grado di dare sollievo all’Italia, ha aggiunto. Oggi lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha toccato quota 411 punti, il massimo da quando la Bce acquista i titoli italiani, quindi è sceso sotto la soglia dei 400. L’Europa vive anche i timori per la situazione greca: oggi alta tensione ad Atene con lo sciopero generale dei trasporti e le manifestazioni di piazza contro le nuove misure di austerity volute dal governo di George Papandreou al fine di scongiurare la bancarotta. Il premier ha avvertito che "non esiste altra strada se non la bancarotta, e avrebbe conseguenze pesanti per ogni famiglia". Tra le misure deliberate, ci sono il taglio del 20% per le pensioni sopra i 1.200 euro e la cassa integrazione per 30 mila dipendenti pubblici entro la fine dell’anno. La Ue, ha assicurato nel frattempo Rehn, non consentirà un "default incontrollato" della Grecia o una sua uscita dall’eurozona in quanto ciò "causerebbe enormi danni economici e sociali".