Toni, il bomber addormentato: "La palla non entra, ma adesso tocca a me"

Ancora a secco dopo tre gare il bomber del Bayern vuole ripetere il Mondiale 2006 quando si svegliò nei quarti. Contro di lui <strong><a href="/a.pic1?ID=270162" target="_blank">lo spagnolo David Villa</a></strong>: il figlio del minatore re delle triplette

Zurigo - I numeri, a volte, sono implacabili. E lo zero nella casella reti segnate in questo Europeo da Luca Toni è più che mai eloquente. Fisico da guerriero, volto da putto michelangiolesco, Herr Luca doveva essere uno dei personaggi copertina della manifestazione, forte di quanto aveva offerto nella vicina Germania durante la sua prima stagione da «straniero» (39 palloni buttati nel sacco). Per i ct era l’uomo da «imbavagliare» e sul quale concentrare le maggiori attenzioni; per gli altri attaccanti il collega da imitare e forse invidiare per la sua media realizzativa; per i bookmakers il calciatore sul quale puntare ad occhi chiusi per vincere somme importanti.

Invece i suoi primi 270’ all’Europeo sono stati al di sotto delle aspettative. Nessun gol (anzi, uno con la Romania, ritenuto irregolare - a torto - dall’arbitro Ovrebo), un rigore procurato con la Francia dopo un aggancio straordinario del pallone in area, ma anche e soprattutto valanghe di gol «mangiati». Con l’imprecazione del ct Donadoni in panchina, rilanciata dai replay delle tv di tutto il mondo, all’ennesimo errore sotto porta contro i Bleus.

Le sue quotazioni sono scese a vantaggio di altri e lui è lì a galleggiare in un’avventura azzurra che nei grandi appuntamenti lo vede sempre soffrire. Eppure il suo ruolino con la Nazionale parla di 15 reti, di cui una al debutto a Palermo nei primi vagiti dell’era Lippi e un’altra a Hampden Park per timbrare il pass europeo dell’Italia di Donadoni. «Dicono che la bravura di un attaccante sia cercarsi le occasioni, ma qui la palla non vuole proprio entrare», si è lamentato il bomber del Bayern Monaco. Che dopo l’Olanda aveva avuto il «conforto» di 5000 mail giunte alla radio di Baviera.

Sembra di rivedere il Mondiale 2006: l’attaccante indicato l’esecutore testamentario delle difese altrui, ma sbloccatosi solo nei quarti di finale con l’Ucraina. Chissà che non succeda così anche a Vienna contro la Spagna. «Sì, magari io segnerò perché mi sono tenuto qualche gol in serbo e Villa invece si fermerà perché ha già sparato tutte le sue cartucce...», scherzava martedì sera Toni dopo il successo sulla Francia.

A dispetto del ruolo, è stato lui fra i difensori più strenui del gruppo azzurro a 24 ore dalla disfatta con gli olandesi. «Non siamo diventati tutti scarsi, abbiamo semplicemente sbagliato una partita», la sua arringa contro le critiche piovute sull’Italia. E poi l’arrabbiatura per quel gol annullatogli da Ovrebo su un fuorigioco inesistente: «Uno dei tanti episodi contro di noi, che non avevamo meritato», il suo amaro commento. Ora, dopo il tiro al bersaglio andato a vuoto (il suo amico Ribery si era augurato che non tornasse al gol con la Francia e così è stato), vuole rifarsi. Anche per zittire il giornale spagnolo As che ieri ironizzava: «La speranza è che Donadoni insista nel mandare in campo Luca Toni, che fallisce tutte le occasioni». Vuoi vedere che purgherà proprio le Furie rosse?