Toni e Grosso tornano in Nazionale

da Genova

«Benvenuti, speriamo di non litigare spesso». Antonio Cassano saluta la stampa e sorride. Sotto la sede della Sampdoria duemila tifosi blucerchiati accolgono l'ultimo colpo di mercato dell'amministratore delegato Beppe Marotta. Lui, il genio ribelle di Bari vecchia, arriva con una t-shirt bianca, nessun chilo di troppo e tanta umiltà. Non ci sono polemiche, al nome di Fabio Capello risponde con un «no comment», a quello del Real Madrid ammette: «Ho fallito. Al settanta per cento è stata colpa mia, poi ci sono state situazioni negative». E ancora: «Ho da disputare sette-otto anni da giocatore, è ora di cominciare a fare sul serio».
Nessuno ieri si sarebbe aspettato un Cassano così: simpatia travolgente, parole di amicizia anche nei confronti di Francesco Totti, alla faccia dei vecchi battibecchi: «Mi è dispiaciuto molto che abbia lasciato la nazionale, insieme a Baggio è stato il giocatore più forte dell’Italia degli ultimi 20 anni. Ma la vita è strana, magari lui cambia idea, magari io riconquisto la maglia azzurra e ci ritroviamo ancora insieme». Perché Italia fa rima con Sampdoria: «Qui voglio tornare a essere grande. A Genova c'è il sole, il mare. Per me sono il sale della vita, devo solo rimettermi in forma. Da quanto non gioco una partita? Molto, molto tempo».
Il primo bagno di folla, con duemila tifosi in delirio, è stato sotto la sede di Corte Lambruschini alle 11; alle 16, al primo allenamento a Bogliasco, si è replicato con lo stesso entusiasmo davanti a 4mila sostenitori blucerchiati che hanno ammirato anche il suo primo gol in partitella: «Tifosi, ho bisogno di affetto. Se lo ricevo posso dare anche il 110 per cento», è il suo appello. Sembra una storia da libro cuore, invece l'attaccante di Bari vecchia in conferenza stampa è un fiume di battute: «Mi è rimasto l'accento spagnolo ma ora imparo il genovese, me lo faccio insegnare da Marotta».
Indosserà la maglia numero 99: «Il 18 non c'era, l'ho scelto anche perché è quello del mio amico Ronaldo. Il 10? Non se ne parla, quella è la maglia di Flachi». Dopo la positività alla cocaina del fantasista toscano, infatti, la squadra aveva deciso di ritirare la casacca vestita per nove anni dall'idolo della tifoseria sampdoriana e Cassano si è adeguato senza troppa difficoltà: «Francesco ha fatto grandissime cose per questa squadra e io non ho il diritto di vestire la sua maglia».
L'attaccante è un fiume in piena, ma non va mai sopra le righe e chi parlava di un giocatore sovrappeso ieri ha dovuto ricredersi: «Forse ho due chili in più ma non ci sono problemi, in una settimana li perdo tutti». E c'è da credergli visto che al buffet si concede solo il lusso di un bicchiere d'acqua minerale. Il problema piuttosto sarà rientrare in forma: «È quello che mi preoccupa di più ma non ho mai perso fiducia in me stesso. Saranno il tecnico e il preparatore a dire quando sarò pronto, diciamo che vorrei stare bene per il derby. A Roma con la Lazio ho segnato, adesso vorrei fare un gol al Genoa».
A Bogliasco ieri ha incontrato per la prima volta il nuovo tecnico Walter Mazzarri: «L'ho chiamato la settimana scorsa - ha detto il numero 99 - era il minimo, ci siamo detti cose che resteranno fra noi e sono a sua disposizione». Le idee sono chiare, gli stimoli sicuramente non mancano: «Volevo tornare in Italia e il club è molto serio, non desidero di meglio. Ho scelto la Sampdoria perché so che da qui posso ripartire, fare bene. Ho parlato con Mancini, che abbraccerò alla prima occasione per le belle parole spese nei miei confronti. Mi ha parlato bene dell'ambiente, della città, così come il mio amico Vincenzo Montella. E poi è stato determinante l'amministratore Marotta. Nei momenti difficili ha sempre avuto stima di me e certe cose non si dimenticano. Per questo al Real ho detto: o la Sampdoria o niente, anche se altrove avrei potuto guadagnare di più».
La dirigenza blucerchiata ha scommesso su di lui ma ha realizzato anche un'operazione di mercato da manuale: 3 milioni di euro di ingaggio li pagherà il Real, 1,2 il club di Riccardo Garrone, altrettanto euforico per l'acquisto: «È un bravo ragazzo, con un gran cuore, è solo un po' impulsivo ma imparerà a contare fino a dieci prima di reagire». E proprio Marotta pensa già al futuro: «Abbiamo tempo fino a giugno per decidere se riscattare il suo cartellino ma la nostra intenzione è quella di tenerlo con noi». Costo dell'operazione 5,5 milioni di euro: una scommessa che, a vedere il bagno di folla, sembra già vinta in partenza. Ora c'è solo da tornare a giocare e le premesse per fare bene ci sono tutte. Al campo un saluto ai nuovi compagni, Bellucci e Montella. Il tridente sembra da fantacalcio: «Ma non la faccio mica io la formazione, deciderà Mazzarri. Là davanti siamo in tanti e io parto alla pari degli altri». Cassano lascia Bogliasco con il solito sorriso: «È ora di fare le cose seriamente… ». Benvenuto.