Toni fa 30, la Fiorentina vede la Champions

Decisiva l’ultima giornata per il traguardo dei preliminari

Claudio De Carli

nostro inviato a Firenze

Mazzarri ha trascorso il pomeriggio con le braccia spalancate verso il cielo, ha visto cose che non si possono raccontare, Bianchi a un certo punto, e si era solo nel primo tempo, è caduto da solo mentre tentava di correre, Mesto ha messo di giustezza la palla in fallo laterale come si fa quando c'è un ferito in campo, ma stavano tutti bene, Cannarsa ha anche tentato di tirare nella sua porta, ma Materazzi è un'altra cosa. Il povero Pelizzoli dopo dieci minuti del secondo tempo ha chiesto di essere sostituito, ufficialmente per un problema muscolare. Mazzarri lo ha guardato storto, ma non poteva certo prendersela con il suo portiere che peraltro, a partita ancora sullo 0-0, aveva compiuto una strepitosa parata su colpo di testa di Toni, tuffandosi sul suo palo di destra.
Questo non significa che la cinquina della Fiorentina non sia meritata, ma inevitabilmente ha perso qualità, nonostante il primato di vittorie in campionato, le ventidue gare interne consecutive sempre in gol e soprattutto la trentesima rete del suo bomber principe, Luca Toni.
Il centravanti della Fiorentina che tutti vorrebbero, ieri ha messo a segno una doppietta fra una sgambata e l'altra. Il povero Cannarsa che doveva almeno limitarne lo show, gli ha concesso di sciorinare tutto il repertorio di un attaccante di razza. E il secondo gol, addirittura in sforbiciata quasi nell’area piccola, ne è la riprova.
I tifosi, comunque, si sono divertiti e hanno capito che questo è proprio l'anno giusto per entrare in Europa da una porta privilegiata. La squadra ha dato l'idea di mandare a rete chi preferisce: ieri è toccato a Bojinov, a forza di insistere finalmente i compagni gli hanno messo un pallone facile nella metà campo avversaria con il solo Saviano a difendere la porta. Il bulgaro è avanzato e di piattone sinistro ha portato a cinque le reti viola e qui, era il 19' del secondo tempo, la partita da noiosa è diventata assurda. La Reggina, infatti, tentava di giocare a calcio, mentre la Fiorentina concedeva spazi, ma nonostante tutto non veniva fuori niente. Probabilmente Mazzarri dirà che negli ultimi dieci minuti la squadra ha reagito e nessuno avrebbe il coraggio di mettersi a ridere.
L'inizio era stato anche promettente, Lucarelli e compagni uscivano dall'area con la testa alta, ma è bastata una rete di Fiore per mettere sul campo tutta la differenza.
Nonostante un ritmo da seconda serata televisiva, con Toni che non aveva affatto voglia di vincere un altro premio, la Fiorentina ha fatto e disfatto tutto quanto ha voluto.
In effetti Toni dovrebbe andare via da Firenze altrimenti rischia veramente di dover comprare un altro paio di appartamenti per stiparci tutte le coppe e le targhe che gli arrivano a getto continuo. Se lo merita, per carità, ma ieri mentre sollevava il «Pallone d'Argento» dell'Ussi, dava l'idea di chiedersi se stava sognando. Ha trottato per il campo, eppure non ha perso un pallone, ha smistato, ha colpito di testa e con entrambi i piedi.
La Reggina verso la fine ha trovato un gol con Amoruso, su gentile concessione, e subito dopo anche un rigore fin troppo generoso. Ma per la Fiorentina, i preliminari di Champions, se arriveranno, sono strameritati. Ieri è andata così, ma non per colpa sua.