«Toni inaccettabili per un presidente dei nostri»

Ha aperto un caso politico. Non è il primo e, c’è da scommetterci non sarà l’ultimo. Che il Pdl non sia un esercito di soldatini sembra evidente. Anzi, sembra che ci siano più prime donne. La prima e più agguerrita sembra Raffaella Della Bianca, capogruppo azzurro in Comune che è sbottata contro Aldo Siri, presidente di centro destra del Centro Est: «Ho scritto a Cassinelli, vogliamo una riunione urgente con tutti i coordinatori del Popolo della libertà. Ci sono una serie di problemi che devono essere risolti».
Messe così le cose sembra un problema politico serio. La vigilia della fine di una amministrazione. Eppure Siri in municipio continua ad vere il sostegno del vostro gruppo.
«Non spetta a me confrontarmi con i consiglieri municipali. Mi attengo solo a quello che è successo in commissione trasporti e che mi è parso inaccettabile. Sia per le posizioni, sia per i toni usati da Siri».
Possibile che un problema di parcheggi vi metta muro contro muro?
«Purtroppo non è il primo problema che si verifica con il presidente del Centro est. Per questo chiediamo un chiarimento politico. Non può pensare di essere il padrone del municipio».
Mi ripeto però la cosa che appare strana è che il chiarimento lo chiediate voi e non il gruppo azzurro in Municipio. Esiste un problema di comunicazione tra voi e i vostri consiglieri municipali?
«Se abbiamo linee diverse? Questo lo chieda a Cassinelli, è un problema del partito e non dei consiglieri comunali. Rispetto a quello che ho visto giovedì in commissione mi chiedo come ci possa rapportare quotidianamente con una persona che sembra non voler ascoltare nessuno, né gli eletti né i cittadini. Credo sia un atteggiamento intollerabile che danneggia tutte le componenti del Pdl in zone dove ultimamente abbiamo anche recuperato consensi».
Però vi siete mossi solo come Forza Italia.
«Noi siamo autonomi e abbiamo portato avanti la nostra linea ma le assicuro che tutti gli altri consiglieri di minoranza presenti in aula mi hanno espresso solidarietà. Anche dalla Lista Biasotti c’è chi è arrivato a dirmi che abbiamo ragione deprecando certi comportamenti»