Toni migliore di Batistuta

L a Fiorentina, dopo dieci giornate di campionato, ha un punto in più della stagione ’98-99 che concluse al terzo posto. Allora, allenata da Giovanni Trapattoni, guidava la classifica grazie agli 11 gol di Gabriel Batistuta, seguita dal terzetto Milan, Juventus, Roma staccato di tre punti. Superati inferno e limbo, per grazie e disgrazie ricevute, adesso vive una strana avventura.
Oggi è al terzo posto, scrollandosi l’Inter di dosso, e insegue Juventus e Milan spinta dai 12 gol di Luca Toni. Facile il parallelo, scalda le teste e i cuori del popolo fiorentino e Cesare Prandelli, allievo di Trapattoni però non abituato da allenatore a questo tipo di sensazioni, incomincia a capire che forse, chissà, sta’ a vedere. Di sicuro, con una rosa meno ampia di altre squadre e con alcuni giocatori acerbi per esperienza e anagrafe (Montolivo, Pazzini, Bojinov), la Fiorentina sta facendo più di quello che poteva programmare. Ma sa anche che quando è venuta a San Siro ha pagato il conto contro l’Inter. Andrea Della Valle dopo la sconfitta disse che quella era la dimensione della sua squadra, preferì una soluzione di diplomazia e non di rassegnazione. In verità la Fiorentina, come dicono i numeri, merita altro censo anche se gran parte del suo patrimonio deriva dalla bravura e dalla sorte che stanno accompagnando Luca Toni. Il quale sorprende chi non lo conosce: ha già realizzato, infatti, 56 gol in 120 partite di A (dove ha debuttato soltanto cinque anni fa), dopo averne segnati 46 in 83 partite di B. Forse i tre confronti consecutivi con Milan, Roma e Juventus daranno una risposta più chiara a Cesare Prandelli. Ma anche ai suoi colleghi, Ancelotti, Spalletti e Capello.