Toni parla chiaro: «Voglio l’Inter e la Champions»

«A 30 anni punto a vincere qualcosa di importante». Derby milanese per Ibra, è Crespo l’alternativa

Claudio De Carli

«Voglio incontrare Diego Della Valle - si è sfogato Luca Toni -. Ho saputo e letto che lui non vuole vedermi, ma io devo spiegargli le esigenze di un giocatore di 30 anni, reduce da una grande stagione, che ha voglia di vincere qualcosa di importante. Io non scappo e cercherò, se mi chiedono comunque di rispettare il contratto, di dare il meglio per la squadra. Ma è chiaro che in questa situazione non potrei avere un buon rapporto con la società». Messaggio chiaro. Toni non chiederà a Della Valle di costruirgli attorno una grande squadra, ma di andarsene. Oltretutto proprio ieri il direttore sportivo viola Pantaleo Corvino ha ribadito che il mercato della Fiorentina è da ritenersi chiuso: «Abbiamo consegnato all’allenatore un gruppo già formato, dobbiamo solo piazzare Riganò e Lupatelli». Una prospettiva che non illumina il futuro di Toni: «Forse l’Inter potrebbe rivelarsi l’errore più grande della mia vita - ha sottolineato la Scarpa d’Oro -, però può darmi la possibilità di lottare per lo scudetto e per la Champions». Uno sfogo con una richiesta: «Voglio cercare di finire la carriera giocando con grandi campioni. Vorrei trovare una persona che arrivi qui e mi dica che sbaglio a pensarla a questo modo». Luca Toni incedibile? Non ci ha mai creduto nessuno.
«Sia Toni che Ibrahimovic sono nella stessa situazione - aveva precisato Massimo Moratti quattro giorni fa -, se arriverà l’uno o l’altro dipende da loro, da noi e da chi rappresenta le società cui appartengono». In realtà i ben informati assicurano che Moratti ha in mano qualche carta in più di quello che vuol far credere. Il grande ribaltone dell’estate ha scombussolato anche le prassi più consolidate del mercato, ora sono i grandi centravanti a cercare l’Inter. Per Zlatan Ibrahimovic situazione in fotocopia, Moratti annunciò a metà luglio che Vieira e lo svedese erano ormai trattative chiuse. Il primo ha già firmato per quattro anni dopo aver precisato che mai sarebbe sceso in serie B, adesso l’agente di Ibrahimovic, Mino Raiola, ha assicurato di essere pronto ad andare in tribunale se la Juventus non lascerà libero Zlatan. Lo svedese ha il contratto in scadenza nel 2008, situazione delicata per la Juventus che ha già capito come finirà e sta decisamente puntando su Cristiano Lucarelli. Il quale, ieri mattina, non si è presentato all’appuntamento con il presidente Aldo Spinelli, con ennesima chiusura verso il Livorno e nuova richiesta di cessione.
Su Ibra c’è l’Inter, ma c’è anche il Milan, i contatti presi con Raiola o direttamente con il calciatore non fanno testo, è con la Juventus che occorre trovare accordo e cifra e sarà la Juventus ad annunciare ufficialmente la chiusura della trattativa come le impone la Borsa e come è accaduto per le precedenti cessioni, tutto il resto sono chiacchiere. La Juve ha davanti la grande asta e non ha fretta, sa che se il Milan supererà i preliminari di Champions, crescerà la sua voglia di Ibrahimovic. Inter e Milan alla ricerca della stessa punta, anche se Hernan Crespo, conteso da entrambe, sembra un ripiego. Peraltro c’è da registrare che mentre Adriano Galliani ha chiarito una volta per tutte l’affare Ronaldinho - «Non prendiamo in giro i tifosi, non è un affare fattibile» - il Real continua a battere su Kakà: «Quando mi sono candidato - ha dichiarato ancora il presidente Calderon -, avevo questo obiettivo, ovvero Kakà: Capello e Mijatovic mi dissero che non sarebbe stato facile, ma avevano fiducia e io continuo a sperare che possa essere così. Spero che potremo dare questa gioia ai tifosi». Spostare Kakà, come Ronaldinho, equivale a spostare una città. Meno complicata l’operazione William Gallas, centrale difensivo francese del Chelsea che il Milan segue con attenzione. Il Chelsea ha dato il suo numero di maglia, il 13, al tedesco Michael Ballack: «Senza dirgli nulla e senza neppure avvisarlo - si è lamentato il procuratore di Gallas -. Vogliamo delle spiegazioni». Una ritorsione del Chelsea contro l’atteggiamento del francese che non si era presentato nel ritiro di Los Angeles. Ormai, se un calciatore vuole lasciare il suo club, ha mille modi per farlo capire e rendersi malsopportato.