Toni prediletto del ct Solo Totti è intoccabile

Il tecnico proverà il 15° attacco in 15 partite. Gilardino nel tridente. Del Piero rischia ancora di stare fuori. Peruzzi: «Contro di lui c’è avversione»

Gian Piero Scevola

Fiducia totale. Questa è la risposta di Silvio Berlusconi ai mali veri o presunti del suo Milan. Un intervento fortemente voluto dal numero uno rossonero, teso a spazzare via i nuvoloni che si stavano addensando sul club dopo la partenza in campionato col freno a mano tirato e le susseguenti uscite verbali di Maldini e Gattuso. Fiducia quindi allo «sfiduciato» Ancelotti, al fidato Galliani, all’acciaccato capitan Maldini, all’intera squadra perché, secondo il premier, «Juve e Inter non sono più forti del Milan: queste tre squadre lotteranno fino alla fine per lo scudetto, ma dipenderà anche da come andranno le cose in Europa. Teniamo però presente che nel calcio non c’è solo la forza di partenza, ma ci sono tanti elementi legati alla fortuna e alla sfortuna».
Un Berlusconi che a Cernobbio ha assunto le vesti del pater familias, partecipando al battesimo del figlio di Shevchenko, il piccolo Jordan di appena 10 mesi «perché mi considero un po’ il papà di Andriy e di sua moglie Kristen, ecco perché ho voluto fare il padrino al battesimo», ha commentato il numero uno del Milan che nella cittadina sul lago di Como è stato sottoposto ad un autentico bagno di folla, con autografi, strette di mano, in alcuni casi persino l’abbraccio alle decine di persone che affollavano le vie. Ma Cernobbio è stata anche l’occasione per una panoramica sul «mal di pancia» in casa Milan, un malessere che sembra aver colpito il «Mulino bianco» di Milanello dove tutto sembrava stesse filando per il meglio. A cominciare dal sofferto pareggio di Ascoli con le susseguenti polemiche sull’arbitraggio di De Santis, colpevole di aver fatto giocare su un campo più adatto a una risaia che non a una partita di calcio. «Ad Ascoli il campo era impraticabile», ha detto deciso Berlusconi. «Non si poteva giocare, il Milan non poteva fare di più».
E poi via con la fiducia. A cominciare da Gilardino escluso a sorpresa in Scozia: «Non mi preoccupa la sua esclusione, l’allenatore deve saper fare delle scelte e non c’è da stupirsi né da sottolineare questo fatto in modo negativo». Una mano tesa quindi a Marcello Lippi. E, allenatore per allenatore, avanti con Ancelotti che qualche giorno fa era andato a trovare il premier nella sua villa in Sardegna. «Il nostro incontro è andato bene come sempre», la risposta di Berlusconi. «Carlo gode della mia piena fiducia così come l’amministratore delegato Adriano Galliani». Poi la memoria va a Istanbul e Berlusconi precisa: «È alle spalle, dimenticata: i grandi guardano sempre al futuro. Però una squadra come il Milan deve saper gestire al meglio le partite, soprattutto quando le vince. Giocatori tecnici come quelli del Milan devono saper nascondere la palla. È una cosa che predico sempre, soprattutto quando si è negli ultimi dieci minuti di una gara e si è in vantaggio di una sola rete. In quel caso, mai concedere la palla all’avversario. Anzi, passaggi di tre, quattro, cinque metri e gioco all’indietro. Così i rivali, se vogliono il pallone, sono costretti a fare fallo».
Alla maliziosa domanda sulla sua tentazione di fare l’allenatore, la battuta di Berlusconi è pronta: «Potrei allenare anch’io questa squadra, come potrei fare benissimo il giornalista, il parroco o altro. Mia zia suora diceva sempre che sarei stato un grande cardinale». Ed è qui che Berlusconi ha deciso di raccontare l’ultima delle sue barzellette: «Il Papa attraversando il lago perde il suo copricapo. Berlusconi camminando sulle acque glielo riporta. Titolo di un giornale dell’opposizione: Berlusconi non sa neanche nuotare».
Un premier in grande forma che boccia Cassano («Non ci serve, siamo a posto») e affronta anche il caso Maldini: «Un uomo come lui può benissimo prendersi una pausa. Perché rappresenta un miracolo che si ripete ogni volta che scende in campo. Ha un grande fisico e grande passione, non sono preoccupato, Paolo tornerà determinante come lo è stato tante volte in campionato». Una sdrammatizzazione pure su Gattuso: «Non sono sorpreso dalle sue dichiarazioni. Gattuso ha sofferto come tutti gli altri il dopo Istanbul. Partecipa con emotività e porta dentro le ferite di quel risultato. Si riprenderà e tornerà ad essere come prima e più di prima il trascinatore di sempre».