Toni: «Segno un gol zittisco Palermo e vado ai mondiali»

L’attaccante viola torna con la nazionale in Sicilia: «Zamparini su di me ha detto cose non vere»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Firenze

Per lui Palermo vuol dire serie A da zona Uefa, debutto in nazionale con gol, ma soprattutto due anni bellissimi e 50 reti segnate. Ma dopo le polemiche estive sul suo passaggio alla Fiorentina e l’accusa di tradimento da parte dei tifosi rosanero, Luca Toni tornerà a Palermo per la prima volta da ex. «Non so cosa mi aspetterà, spero che oltre ai fischi ci sia anche qualche applauso. In fondo ho ancora molti amici da quelle parti. Comunque, non sono il primo né sarò l’ultimo giocatore ad essere fischiato. Ma se arriveranno fischi, mi caricheranno, per me sarebbero fischi d’amore...».
In nazionale si parla di operazioni-simpatia, la moda di alto livello si avvicina agli azzurri (Dolce e Gabbana studieranno la divisa per i mondiali), ma Totti e Vieri continuano il loro silenzio-stampa. Un vezzo che forse ci porteremo fino alla vigilia del Mondiale. Ma questa è innegabilmente la partita di Luca Toni e non solo perché è il capocannoniere del campionato (6 centri) e delle qualificazioni azzurre (4 reti) o perché la sua tripletta nell’ultima partita con la Bielorussia ci ha di fatto avvicinato al Mondiale. Al ritorno nella città che lo ha consacrato attaccante del futuro prossimo azzurro, sa di doversi aspettare anche tanto rancore. Segno tangibile di quanto sia difficile far innamorare i tifosi della nazionale, almeno se di mezzo ci sono le passioni per il proprio club. «Ha fatto comodo a qualcuno far credere che il trasferimento fosse tutta colpa mia, era la cosa più facile - dice Toni, prima di lanciare messaggi d’amore ai suoi ex tifosi -. Già nelle ultime giornate del campionato scorso si era creata una situazione per la quale dovevo andare via. Il presidente Zamparini ha detto cose non vere: con lui non ho mai parlato molto in due anni di rosanero, figurarsi se ho un dialogo ora, in questi mesi ci siamo parlati a distanza sui giornali. La gente deve sapere che anche la società ha fatto il suo buon guadagno, a cedermi: e io ho avuto un’opportunità...».
Sabato, quando scenderà in campo da titolare nonostante l’agguerrita concorrenza («situazioni del genere non devono condizionare le scelte del mister», precisa l’attaccante della Fiorentina, come per altro lo stesso ct aveva già sottolineato martedì), cercherà di cancellare tutto con un gol. «Un anno fa a Palermo contro la Norvegia fu per me una serata magica - ricorda il centravanti azzurro, che confessa di avere una canzone portafortuna (di Pupo) -. Un gol all’esordio e la vittoria, chi li dimentica... Di magica c’è stata anche la serata di Minsk, tre gol e una vittoria fondamentale. Ora la speranza è segnare per portare l’Italia ai Mondiali, ma non certo per una rivincita verso chi mi contesterà».
E in Germania Toni ci sarà, scalzando uno tra Vieri, Iaquinta o il Cassano che sembra aver perso punti anche nella personale classifica di Lippi. Il ct ha ormai in testa per il mondiale una nazionale con i due «granatieri» in attacco (sabato probabilmente toccherà a Gilardino) con Totti alle spalle.
Ieri su Firenze è tornata la pioggia, tanto che Marcello Lippi ha dovuto far svolgere la seduta del mattino in palestra. Lavoro fisico per Vieri, Gilardino e Gattuso. Intanto è ormai sicura l’amichevole in Olanda (ad Amsterdam il 12 novembre), ma l’Italia ha preso contatti anche con Repubblica Ceca, Ucraina e Belgio per quella successiva. La richiesta è giocare il martedì per ridare ai club i calciatori con 24 ore di anticipo. La Figc vorrebbe giocare all’estero per racimolare un buon gruzzoletto, più facile però che la partita si faccia in Italia (l’Ucraina di Shevchenko già qualificata è l’avversario più probabile). Per la qualificazione ai mondiali, gli azzurri non dovrebbero ricevere premi in denaro (ai giovani dell’Under 21 fu regalato un orologio).