Toni Servillo, impeccabile poliziotto

È il protagonista del giallo «La ragazza del lago» diretto da Andrea Molaioli

Impeccabile, verrebbe da dire. Nello stile, nella forma, nella scrittura, nella recitazione, nella regia. La ragazza del lago, stupefacente esordio di Andrea Molaioli è così, semplicemente impeccabile. Forse troppo. Tanto da mettere a disagio. Nel senso che, ad esempio, le inquadrature sono, appunto, dei quadri, delle cornici studiatissime al cui interno l’economia della rappresentazione è priva di sbavature, perfettamente calibrata. Il timore però è che il notevole e visibile sforzo di aver progettato tutto a tavolino possa produrre un effetto molto vicino all’artificiosità. Con il pericolo di creare una distanza tra pubblico e film.
Ma anche in questo Molaioli è impeccabile. Perché non appena la messa in scena, così estetizzante, sta per prendere il sopravvento, ecco una battuta, uno sguardo di Toni Servillo a ricongiungere saldamente lo spettatore con lo spettacolo. Merito anche dell’apporto di alcuni grandi interpreti come Omero Antonutti, Anna Bonaiuto, Valeria Golino e Fabrizio Gifuni (qui alla sua prova più convincente). Senza dimenticare una «piccola» attrice che sta crescendo come Giulia Michelini e le musiche sempre spiazzanti di Teho Teardo.
Tratto dal romanzo Lo sguardo di uno sconosciuto della norvegese Karin Fossum, il film segue le indagini del commissario Sanzio (Servillo) dopo il ritrovamento del cadavere di una ragazza sulla sponda di un lago. Ma, come in ogni «poliziesco psicologico» che si rispetti, anche per Molaioli non è importante scoprire l’assassino quanto piuttosto raccontare l’ambiguo mondo della provincia italiana (l’ambientazione è Udine e dintorni).

LA RAGAZZA DEL LAGO (Italia, 2007) di Andrea Molaioli, con Toni Servillo, Omero Antonutti, Fabrizio Gifuni. 95 minuti