Tonino in piazza tutti i giorni È la sindrome dell’ambulante

BULIMIA Venerdì il record assoluto: è stato visto sfilare in 4 città diverse E l’hostess orfana del Grande Fratello è andata in visibilio: «È il mio idolo»

Roma Avete a mente quegli ambulanti che vanno di piazza in piazza senza perderne una, girano per i paesi e li trovate ogni giorno in un mercato vicino e diverso a vendere povere cose, pulcini o sedie impagliate? Be’, Tonino Di Pietro è più instancabile di loro che almeno, giunti al settimo giorno, si riposano come impone il precetto divino. E poi fan sempre le stesse piazze. Il leader di Idv invece non si risparmia e azzarda, moltiplica le sue presenze in piazza sperimentandone continuamente di nuove, sembra affetto da bulimia manifestarola: innamorato del gracidar dei megafoni ha scoperto il gusto dei bagni di folla. È una crescita esponenziale, non c’è piazza del centro storico di Roma in cui Di Pietro non sia già stato ad arringare. Oggi va ai Santi Apostoli alla manifestazione del Pd pro Napolitano e Magna Carta, domani a San Giovanni con la Cgil in sciopero per statali e metalmeccanici, sabato a protestare contro la crisi e presto pure a Napoli, su giustizia e intercettazioni.
Come a Piazza Navona del resto, con Sabina Guzzanti contro il ministro Mara Carfagna a raccoglier firme per il referendum abrogativo del «lodo Alfano». E ancor più come a Piazza Farnese il 28 gennaio scorso, con quello striscione sul Napolitano dormiente e silente. È un bel pezzo che Di Pietro non risparmia critiche, anche aspre e pesanti, all’indirizzo del Quirinale. Ma poiché è lesto e la politica non aspetta, eccolo tramutar l’antipatia in sostegno e amicizia. Ora Napolitano è tornato buono, perché ha rifiutato un decreto al governo del Cavaliere nero, dunque in piazza anche per lui. Pur se Veltroni ha deciso che il diritto al microfono, e dunque agli applausi della piazza, va soltanto al pio Oscar. Il quale non era tanto tenero col pm Di Pietro, se quando c’era lui, caro lei, rimproverava l’eccessivo «tintinnar di manette». Ma volete che bastino queste quisquilie, per tenerlo lontano da una manifestazione di piazza? Aderisce perché la sua Idv «ha denunciato il pericolo per la nostra democrazia sin dal primo momento della legislatura: ha protestato nelle piazze a fianco dei cittadini e si è battuta in Parlamento affinché i principi tracciati dai nostri padri costituenti fossero rispettati e non calpestati, come continua a fare il governo Berlusconi». Ecco perché torna in piazza «in difesa della Costituzione, senza se e senza ma».
Nemmeno la Madonna pellegrina riusciva a totalizzare un tal record di piazze. Domani Tonino sfida il suo santo patrono, perché ha aderito allo sciopero dei metalmeccanici e degli statali indetto dalla Cgil, ma ha dato appuntamento in piazza anche a Cagliari per chiudere la campagna elettorale sarda. Volete che non vada a misurar la febbre del consenso giustizialista, dopo che in Abruzzo lui è cresciuto e Uolter invece ha perso? Però deve anche mostrarsi saldamente al fianco di Epifani, un po’ negletto dal Pd, e dimostrare che «in questo momento così difficile per il Paese, la nostra forza politica scende in piazza a fianco dei lavoratori, di tutti coloro che pagano sulla propria pelle le scelte sbagliate del governo in campo economico». Sì, gli servirebbe il dono dell’ubiquità. Per la quale si va allenando però, se ancora in Sardegna appena venerdì scorso, in un sol giorno s’è prodotto in una esternazione a Cagliari e quattro comizi in quattro diversi paesi: Muravera, Jerzu, Seui e Lanusei. Altro che i pur allenati ambulanti di provincia!
Non perde una battuta o un’occasione, dai girotondini alle casalinghe e ai pensionati. L’altro ieri era a Livorno, e avendo una platea postcomunista l’ha galvanizzata proclamando che sì, lui vuole costruire una casa comune col Pd, «ma non un ovile comune». La sera stessa era a Firenze, sul selciato davanti alla prefettura, per manifestare sostegno a Napolitano e solidarietà al papà di Eluana. Indovinate con chi? Col Pd toscano ovviamente, ma anche col Ps dei vituperati craxiani.
Come vede un megafono, si lancia. Letteralmente, è accaduto durante la protesta degli assistenti di volo Alitalia contro la Cai: erano venuti a manifestare davanti a Montecitorio, Di Pietro usciva e li ha visti, s’è lanciato oltre le transenne sotto l’obelisco, ha afferrato un megafono a portata di mano, e sollevato da braccia robuste ha preso a concionare contro il governo, contro la Cai e contro tutti. E adesso Daniela Martani, l’hostess orfana del Grande Fratello, dice che Di Pietro è il suo «idolo politico».