Tony Blair si converte e diventa cattolico

Lasciare la fede anglicana quando era premier sarebbe stato giudicato tradimento

da Londra

Natale cattolico quest’anno a casa Blair. La moglie Cherie e i suoi quattro figli cattolici lo sono sempre stati e a quanto pare l'ex primo ministro laburista si appresta a diventarlo in brevissimo tempo. Di una possibile conversione di Tony Blair al cattolicesimo si parla ormai da anni e lo si è fatto con molta insistenza anche negli ultimi mesi del suo mandato. Lui però aveva sempre smentito. La sua posizione era troppo delicata per venir compromessa da un passo così importante. Abbandonare la chiesa anglicana per affidarsi a quella cattolica avrebbe potuto venir considerato un “tradimento“ e fino ad ora Blair aveva preferito glissare accontentandosi di accompagnare moglie e figli a messa accolto come un ospite di prestigio. Secondo le ultime indiscrezioni uscite sull'autorevole rivista inglese The Tablet, la conversione dell'ex leader sarebbe però adesso «una questione di settimane». Blair - attualmente inviato per la pace nel Medio-Oriente - che soltanto il mese scorso aveva scelto il più importante evento di beneficenza organizzato dai cattolici americani per fare il suo primo importante discorso da quando ha lasciato il suo incarico, dovrebbe venir ricevuto dal capo della chiesa cattolica d'Inghilterra, il cardinale Cormac Murphy-O'Connor, proprio nella cappella privata della casa dell'arcivescovo, dove dovrebbe aver luogo la cerimonia di conversione.
Secondo quanto afferma The Tablet, Blair è stato assistito nel suo percorso religioso dal cappellano dell'aeronautica padre John Walsh e dal segretario del cardinale, Padre Mark O'Toole. La direttrice del giornale, Catherine Pepinster, che ha seguito da vicino la vicenda, è quasi certa che il processo di conversione sia iniziato quando Blair si trovava ancora al numero 10 di Downing Street. «Secondo la prassi, all'inizio il candidato viene ricevuto dal suo parroco - ha spiegato la Pepinster - in questo caso il diretto coinvolgimento del cardinale suggerisce che mister Blair aveva preso la sua decisione quando era ancora primo ministro». La Pepinster ha anche confermato che probabilmente Blair avrebbe voluto convertirsi molto prima, ma venne dissuaso dal farlo dal suo consigliere Alistair Campbell che temeva che una mossa del genere potesse venir interpretata come troppo trionfalistica. Del resto allora Blair aveva tutti contro. Già nel 1996 l'Arcivescovo di Westminster , il Cardinal Basil Hume, gli aveva scritto chiedendogli espressamente di rinunciare alla Comunione. Blair era solito riceverla infatti ogni domenica insieme alla moglie nella chiesetta di Islington. «Vi pregherei di fare lo stesso anche quando vi trovate in vacanza in Toscana a meno che non ci sia una chiesa anglicana nei paraggi...», aveva aggiunto il cardinale. Blair gli aveva risposto puntualizzando che non era affatto d'accordo con il suo punto di vista e chiedendosi «che cosa avrebbe fatto Gesù» in questo caso. Insomma, a quanto sembra i rapporti tra l'ex primo ministro inglese e la chiesa anglicana erano tesi da tempo, mentre è risaputo che la moglie Cherie, cattolica osservante, ha sempre desiderato che Tony abbracciasse la sua stessa fede.
«Non abbiamo alcuna intenzione di commentare quelle che sono solo speculazioni», ha dichiarato ieri secco un portavoce di Blair, ma quello del cardinale non ha voluto fare smentite di sorta. «È inappropriato per il cardinale commentare un percorso di fede individuale. Si tratta di una scelta assolutamente privata e personale», ha detto il portavoce di O'Connor avallando in un certo senso le indiscrezioni di The Tablet. La possibile conversione di Blair sembra essere vista con pesante scetticismo dall'opinione pubblica. «Mister Blair ha forse cambiato idea sull'omosessualità o sulla ricerca sulle cellule staminali o sull'aborto?». chiedeva ieri un lettore del Times online accennando alle posizioni assunte nel passato dall'ex leader in merito a questioni che per il Vaticano sono ancora un vero e proprio tabù.