Tony Pappano e i valzer di fine anno

Fino al 2013 non c’è Scala che tenga per Tony Pappano, il direttore italo- americano ormai stabile a Roma e molto amato dal pubblico della nostra città. Salvo una rottura traumatica con Santa Cecilia - che non è da augurargli e che Pappano stesso non vuole - rottura che oltre tutto gli imporrebbe di lasciare l’altra istituzione con la quale ha un connubio artistico, e cioè Londra, per l’impossibilità di lavorare stabilmente e contemporaneamente in due teatri. Perciò fino a quella data Pappano resta a Londra e a Roma. Anche la soluzione alternativa, che lo vedrebbe a Roma e Milano contemporaneamente, sarebbe improponibile per incompatibilità. E comunque nessuna decisione a breve; Pappano, intanto, lavora, per Roma e Londra, la progetti che arrivano fino al 2012, quando Londra ospiterà le Olimpiadi!
Il 2013 sarà, invece, l’anno del grande cambiamento; la decisione del maestro si conoscerà certamente in anticipo, come s’usa nel grande giro internazionale; e c’è da scommettere che non avrà più voglia di stare fisso a Roma e Londra, dopo 10 anni passati nelle due capitali.
Dunque la Scala , ma anche Vienna, Berlino o New York - tutte possibili future destinazioni lavorative «stabili» di Pappano - possono attendere. Nel 2013 Pappano avrà solo 54 anni, con tutta la vita davanti.
L’idea di un suo trasferimento a inizio 2009 alla Scala non l’ha nemmeno sfiorato. Il suo nome ormai da tempo viene fatto ogni volta che si rende libero un posto prestigioso. Per la Scala, in particolare, se n’è già parlato, all’uscita di Muti, tre anni fa. È abbastanza normale, per un direttore del suo livello che vanta anche grande esperienza manageriale, fatta a Bruxelles ed a Londra. E Pappano, non fa mancare la sua risposta ponderata, se gli si domanda, già ora, che cosa farà nel 2013. «La domanda è lecita - risponde consapevolmente - ho già avuto proposte, io stesso ho delle idee, ma non sono ancora pronto per prendere una decisione qualsiasi. In cinque anni chi può sapere cosa succede nella vita? Certo la decisione per il Covent Garden l’ho presa in anticipo, come anche quella per Roma. Dopo dieci anni al Covent Garden (come a Santa Cecilia, ndr.), se ti propongono il Metropolitan o la Scala o Vienna con tutte le responsabilità di questi grandi teatri, uno ci deve pensare seriamente prima di accettare».
E richiesto sui suoi rapporti con Lissner, così si esprimeva di recente: «A me ha fatto cento proposte, ma io ho da poco cominciato a Santa Cecilia e non posso accettarle».
Quanto agli altri candidati alla direzione musicale scaligera, oltre Pappano - Daniele Gatti e Riccardo Chailly, i più gettonati - comunque impegnati altrove, accetterebbero un contratto 'sub condicione' e 'a termine', impegnandosi a cedere la bacchetta a Pappano dal 2013?
Pappano dunque resta a Roma, e prosegue la sua attività all’Accademia. Questo fine settimana dirige il Concerto di Natale, che in realtà sembra più un «Concerto di Capodanno», imperniato sul Valzer, da Sibelius a Ravel, passando per Lehar; passerà le vacanze fra Roma e il suo buen retiro in Umbria; festeggerà il suo compleanno il 30 dicembre - 49 candeline! - e, subito dopo, comincerà le prove dell’impegnativo Requiem di Verdi, per la ripresa della stagione sinfonica.
Nel concerto sinfonico di questa settimana, avrà al suo fianco il violinista greco Leonidas Kavakos, che dirigerà nel Concerto per violino di Jan Sibelius. Poi via libera al valzer ed alla danza. Si parte con un Valzer triste di Sibelius, si passa alla celeberrima Danza delle ore da La gioconda di Amilcare Pnchielli; e, dopo il Valzer d’oro e d’argento di Franz Lehar, si conclude con il rapinoso poema coreografico di Maurice Ravel, La Valse.
Oggi alle 18.30, lunedì 22 (ore 21), martedì 23 (ore 19.30). Info: 06.8082058.