Toots Thielemans, poeta dell’armonica

Sul palco del «Blue note», l’ottantaseienne solista che ha saputo trasformare i classici del grande jazz

Difficile incontrare nel panorama musicale personaggi così fortemente identificati in uno strumento come l’ottantaseienne belga Toots Thielemans. A lui, e solo a lui, il merito di aver saputo trasformare uno strumento «pop» come l’armonica a bocca nobilitandolo a rango di gran solista nei generi più colti come il jazz e la fusion. Il virtuosismo del fraseggio ma soprattutto la raffinata sensibilità melodica hanno fatto di Thielemans un interprete in grado di reinventare i classici di mostri sacri della musica contemporanea, sia bianca che afrolatina. Una duttilità che ha dato vita, nella sua lunghissima carriera, a prestigiose collaborazioni con artisti del valore di Benny Goodman, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Oscar Peterson, Jaco Pastorius, Quincy Jones e Pat Metheny. Da questa sera fino a giovedì, nell’ambito della rassegna Mito, il Toots Thielemans quartet si esibirà sul palcoscenico del Blue Note di via Borsieri 37, che apre «col botto» la nuova stagione di concerti, come al solito all’insegna del grande jazz. Per l’occasione, l’armonicista sarà accompagnato sul palcoscenico da Glauco Venier (piano), Bruno Castellucci (batteria) e da Bart De Nolf (contrabbasso). Per queste tre serate gli spettacoli saranno alle ore 21.00 .
Quasi impossibile prevedere la scaletta dei tre concerti milanesi, dal momento che il repertorio del musicista di Bruxelles è vastissimo e contiene, tra l’altro, indimenticabili sconfinamenti nella musica brasiliana che hanno prodotto alcuni capolavori discografici in accoppiata con big del calibro di Chico Buarque, Caetano Veloso, Milton Nascimento e Joao Bosco.
(Per informazioni tel. 899700022 e sul sito www.bluenotemilano.com).