Il top-manager capellone per amore dell’azienda

da New York

Dura la vita per i top manager delle compagnie che producono telefonini. Margini di guadagno ridotti al minimo, necessità di un continuo aggiornamento di modelli e tecnologie, concorrenza spietata.
In Borsa anche i colossi come Motorola arrancano, e i risparmiatori sono cauti nello scommettere sui titoli del settore. «Tocca a noi per primi dare l’esempio», ha pensato Patrick Canavan, uno dei vice presidenti Senior della compagnia. Ma anziché fare un banale acquisto di azioni della società, ha deciso di dare un segnale più visibile e più personalizzato. Già nel 2000 Canavan ha reso pubblica la propria scommessa: «Non mi taglierò più i capelli finché le quotazioni del titolo in Borsa non torneranno ai livelli massimi di 60 dollari ad azione».
Otto anni dopo la società è molto lontana dai fasti di un tempo, ma di certo Canavan ha impartito una lezione di coerenza a tutta Wall Street: a 62 anni i suoi candidi capelli bianchi scendono giù lungo le spalle, raccolti in una lunga coda davvero poco consueta nei salotti buoni della finanza americana. «È un simbolo di fiducia nella compagnia», ha continuato a ripetere Canavan che, pur di tenere fermo il punto della propria scommessa, ha lottato contro tutto e tutti. Incluso il numero uno di Motorola, l’amministratore delegato Edward Zander (che a sua volta si è dimostrato invece meno testardo, visto che ha mollato le redini il 30 novembre scorso). Per due volte il «Ceo» Zander ha convinto Canavan a tagliare il «target» da raggiungere per ritenere vinta la scommessa. Prima l’ha convinto a scendere da 60 a 28 dollari ad azione. Ma nemmeno questo è bastato: il titolo continuava a galleggiare a quota 23. Allora Canavan si è piegato ancora: nuovo obiettivo a quota 25 dollari.
Ma quando Zander ha bussato alla sua porta forbici alla mano mostrando il grafico di giornata col titolo a 25, Canavan ha puntato i piedi: «È solo un picco temporaneo, mi sembra un po’ poco per tagliare i capelli che ho lasciato crescere per sette anni: se il titolo resta a 25 fino gennaio...». Forse il manager ormai si è affezionato al suo look che chiama «il suo marchio di fabbrica». E racconta orgoglioso della volta che in un meeting sportivo internazionale a Pechino, il leader cinese Jiang Zemin lo ha riconosciuto: «Io la conosco, lei è quello con la coda».
Sta di fatto che la tenacia di Canavan alla compagnia non ha portato così bene, visto che a gennaio, poco prima che lo spettro della forbice si avvicinasse, il titolo è di nuovo calato sotto la soglia dei 25 dollari. Per di più ora Motorola sta per dividersi in due compagnie separate, la scommessa così diventa più difficile. Ma ormai Canavan, ormai vicino alla pensione, gioca scoperto: «Io continuo a credere nella compagnia. Ma così non dovrò preoccuparmi del taglio per un paio d’anni».