Topi d’appartamento: sgominate due bande

Bloccati dopo un colpo 4 malviventi, due mentre scalano un palazzo. Ma le razzie continuano: da un paio di case rubati gioielli per 170mila euro

Ponte di Sant’Ambrogio, poi Natale, Capodanno, Epifania, un mese «ricco» per i ladri che mai come in questo periodo hanno tante abitazione libere da svaligiare. Per questo la Questura ha potenziato i servizi di prevenzione arrestando sei ladri di spessore. Ma nonostante l’impegno, nelle scorse ore due case sono state razziate con un bottino totale di 170mila euro.
L’operazione più consistente l’ha effettuata la sezione furti e rapine della mobile, diretta da Antonio D’Urso e dall’ispettore Emilio Nugnez. Gli agenti hanno puntato la loro attenzione su una batteria italo-cilena intercettata l’altro giorno alla fine a bordo di una Mégane Scénic all’angolo tra via Cappuccini e via Vivaio, zona corso Venezia. Auto bloccata, dopo un lungo inseguimento in via Maspero, praticamente dall’altra parte della città. Venivano così fermati due siciliani, Lorenzo Pappalardo, 51 anni, Melchiorre Sciortino, 53 anni, un cileno irregolare, Juan Marcos Sanchez Pavez, 32 anni. Nel bagagliaio arnesi da scasso, seghe, fiamma ossidrica, funi, una scala di corda. I tre avevano appena svaligiato una casa in via Barozzi. Nella successiva perquisizione a casa del cileno, veniva sorpreso il fratello di Juan Marcos, Justo Pastor, 49 anni, anche lui clandestino. Come ha poi precisato il capo della mobile Vittorio Rizzi, si tratta di una delle batterie più efficienti su piazza. Specializzata in colpi «in acrobazia» con spericolate scalate degno di Messner su e giù per tetti e cornicioni.
Ladri acrobati erano anche i due cileni irregolari di 23 e 29 anni, bloccati da una pattuglia di «Falchi», agenti in borghese che si spostano in moto. I poliziotti li hanno notati in via Arpesani, tra le piazze Dateo e Susa, mentre scalavano un condominio. Uno è subito sceso e ha cercato di scappare a piedi ma è stato «placcato», il secondo è stato raggiunto da un impavido agente che si è anche lui arrampicato sul palazzo.
Nonostante gli arresti, Guido D, 53 anni, ha fatto una brutta scoperta rientrando nel suo appartamento al terzo piano di via Grubicy De Dragon: spariti gioielli per 100mila euro e contanti per 5mila. Stessa scena in una abitazione al primo piano di via Romolo Gessi 59, da dove sono stati trafugati orologi e preziosi per 70mila euro.