Topi nella soia per i ristoranti cinesi

Un laboratorio per la produzione della soia e del tofu, che operava in condizioni igieniche disastrose. È quello scoperto ieri mattina in via Giusti - nel cuore di Chinatown - dagli agenti del Nucleo tutela dei trasporti pubblico, un reparto della polizia municipale che esiste dal 2000. «E che, negli ultimi sette mesi, ha messo in atto 25 operazioni su tutto il fronte illegale cinese» sottolinea il vicesindaco con delega alla Sicurezza Riccardo De Corato.
Un panorama allucinante quello che si è presentato agli occhi dei vigili ieri mattina. L’attività di produzione alimentare nel laboratorio avveniva in un cortile dove la soia era coltivata avvolta in sacchetti di iuta e lasciata per terra nello sporco. Ma quel che è peggio è che gli agenti, raggiunti poi dagli operatori dell’Asl, in uno scantinato, hanno trovato numerosi sacchi di soia e tofu lasciati in mezzo a escrementi di topo, rosicchiati dai roditori, e bagnati dalle acque nere di un impianto fognario rotto: la particolare gravità di questa scoperta riguarderebbe il fatto che questo laboratorio, per quanto risulta dalle bolle di consegna, fornirebbe di soia e tofu i principali ristoranti della zona.
Proprio per questo motivo i vigili - che già in passato avevano sanzionato il laboratorio di produzione alimentare per irregolarità igieniche - sono entrati per controllare. E quella che hanno trovato era una situazione insostenibile: pavimenti sporchi di settimane con residui di soia marcia, contenitori per alimenti luridi, escrementi di topo e macchinari per la lavorazione dei prodotti totalmente privi di norme per la sicurezza, come un impianto a gas vicino a un elettrodomestico non a norma e quindi pericolosissimo. Il laboratorio, infatti, è inserito in un cortile condominiale ed è adiacente a numerosi appartamenti.
Tuttavia i tecnici dell’Asl la situazione peggiore l’hanno trovata nello scantinato: in alcune stanzette anguste, infatti, c’erano sacchi di alimenti appoggiati su un tappeto di escrementi di topo freschi, che denotano, secondo quanto riferito sul posto, un’infestazione di ratti in corso. In più, su alcuni di questi prodotti in attesa di essere smerciati cadevano le acque nere di una tubatura fognaria rotta.
La titolare dell’attività - C.Z., una donna cinese di 39 anni - è stata denunciata per cattiva conservazione di alimenti. Tuttavia quello che preoccupa di più i tecnici dell’Asl sono i numerosi prodotti quotidianamente distribuiti ai ristoranti della zona.
Secondo indiscrezioni, infatti, le fatture trovate non erano molte, ma questo non ha stupito gli agenti della polizia municipale che sanno che a Chinatown molti acquisti vengono fatti in nero.
Il laboratorio è molto noto nell’ambiente della ristorazione etnica perché «a Milano producono soia e tofu solo due importanti laboratori e quello di via Giusti è uno di questi» hanno spiegato amareggiati gli operatori dell’Asl.
«Non mi meraviglia nulla perché la situazione a Chinatown è fuori controllo, come sempre - ha dichiarato ancora De Corato -. Per fortuna grazie ai vigili abbiamo messo a segno diversi “colpi” all’illegalità, sotto ogni forma si presenti. Ogni giorno 10 di loro stazionano nella zona e altri fanno controlli in giro».
paola.fucilieri@ilgiornale.it