Topolino cambia vita. Così l’eroe Disney è diventato un italiano

È ancora Natale, 75 anni dopo. È sempre festa per Topolino, il
personaggio più amato da 5 generazioni di lettori, che dai primi Anni
30 è nel cuore degli italiani di ogni età, sempre al passo con la
stagione e coi tempi. Lo dice l’edicola, dove si ripresenta con
l’omonimo settimanale completamente rinnovato

Andrea Voglino

È ancora Natale, 75 anni dopo. È sempre festa per Topolino, il personaggio più amato da 5 generazioni di lettori, che dai primi Anni 30 è nel cuore degli italiani di ogni età, sempre al passo con la stagione e coi tempi. Lo dice l’edicola, dove si ripresenta con l’omonimo settimanale completamente rinnovato: e a fargli ala, ecco tutta una serie di iniziative editoriali. Lo stesso Tv Sorrisi e Canzoni, che nutre i propri lettori a pane e celebrità, non perde l’occasione per celebrarlo nell’ennesimo, immancabile «Speciale Natale Disney» con annesso Dvd. E presto il Topo addirittura strizzerà l’occhio al mondo dei videogame e dei fumetti giapponesi beniamini delle ultime generazioni.

Straordinaria insomma la capacità del personaggio di restare in sintonia con i tempi, una storia cominciata - appunto - proprio nel dicembre del 1932: «È all'indomani di quel Natale che esce in edicola la prima pubblicazione di Nerbini intitolata a Topolino» afferma Luca Boschi, storico del fumetto e sceneggiatore Disney. «Si trattava del primo periodico al mondo intitolato al personaggio. Un primato che l'Italia ha sviluppato costruendo le basi di un fenomeno che ha accompagnato gli italiani attraverso una guerra mondiale, la ricostruzione, il boom economico fino al giro di millennio».
In effetti, Topolino era ed è rimasto per tutto questo tempo uno di noi. O, parafrasando quella campagna di qualche tempo fa della Disney italiana, è «l'eroe delle nostre storie». La scuola dei fumettisti italiani, la più importante al mondo dopo il debutto americano, nel dopoguerra, sotto la gestione Mondadori, diventò il polo creativo principale del fumetto Disney. «Non deve stupire - insiste Boschi - che fra i milioni di pagine pubblicate nel mondo ritroviamo Topolino e compagni a mascherarsi per carnevale, fare una scampagnata di ferragosto e, a Natale, abbuffarsi di panettone».

Boschi svela un’altra chicca italica: «Dobbiamo ricordare che la stessa città di Topolinia è stata creata da disegnatori e sceneggiatori nostrani. Gli americani l’hanno importata dall’Italia soltanto all’inizio degli anni Novanta, battezzandola Mousetown».
Topolino non soltanto è un cittadino onorario italiano, ma un vero evergreen del nostro panorama culturale. Come sottolinea Federico Fiecconi, studioso dell’immaginario disegnato e storico Disney, «Topolino è fenomeno trasversale alla nostra cultura. L’imprinting risale addirittura a Cesare Pavese, che curò la traduzione del primo storico libretto Frassinelli Le avventure di Topolino del 1933. Poi gli autori italiani hanno saputo adottare e rinnovare il personaggio esaltandone radiosità e ottimismo con tocco mediterraneo: solo a guardare il segno del suo disegnatore principe, Giorgio Cavazzano, l’occhio gode. Azzardo: Topolino è un’esperienza estetica come poche».

Oggi, dopo anni di bonaccia nel mercato del fumetto da edicola, che ha colpito a 360° anche bestseller come L’Uomo Ragno, Superman o Alan Ford, proprio sotto Natale Topolino si rinnova e rilancia la sfida al mercato. Un settimanale dalla grafica rinnovata con un cuore antico: la storia di Natale riporterà infatti i lettori a un momento clou dell’epopea del fumetto Disney, il debutto di Zio Paperone sotto la neve natalizia dell storico «Monte Orso» di Carl Barks. Ma presto il colpo di scena: Topolino verrà riproposto in versione «manga», in una nuova serie ispirata ai videogame. E i lettori dovranno sfogliare le pagine partendo dal fondo, secondo l’uso giapponese. Dulcis in fundo, a gennaio, tra i personaggi Disney farà il suo esordio anche Francesco Totti: il «pupone» della Roma, nelle vesti di «Frank Papertotti», sfiderà Paperino a colpi di palleggio. Nello stesso numero ci sarà anche un’intervista al capitano giallorosso, che ha devoluto in beneficenza il suo compenso.