Tor de’ Cenci: un «muro» dividerà i rom

Una doppia cancellata per consentire un ingresso autonomo al campo agli ospiti di diversa etnia, creando una suddivisione degli spazi che sia garanzia di sicurezza. È questa una delle ipotesi al vaglio della commissione Politiche sociali del Municipio XII per risolvere i problemi di convivenza che si sono creati all’interno del campo nomadi di Tor de’ Cenci dopo gli scontri martedì notte tra rom di origine bosniaca e macedone. Ipotesi ventilata dallo stesso gruppo di cittadini macedoni che ieri sono tornati in municipio per chiedere rassicurazioni circa il loro futuro nella struttura di accoglienza. «Insieme con l’assessore ai lavori pubblici e al personale Maurizio Parisi - spiega il presidente della commissione, Pasquale Carpentieri - abbiamo programmato per lunedì un sopralluogo nel campo per studiare quale possa essere la soluzione migliore. I macedoni chiedono che sia creata una recinzione di separazione, vogliono essere isolati per essere più sicuri. Escludo la possibilità che possa essere eretto un muro divisorio, ma vaglieremo come venire incontro alla richiesta». Le conclusioni tratte durante il sopralluogo, aggiunge Carpentieri, saranno poi affrontate nella riunione della commissione convocata per il giorno seguente. «Lunedì vedremo di sottoporre a tutti gli ospiti del campo una sorta di referendum per capire se siano d’accordo o meno con la suddivisione degli spazi. Ma la vera soluzione del problema del campo di Tor de’ Cenci - sottolinea il presidente - è farlo ritornare allo stato originario, quando le persone che ci abitavano erano non più di 230. Oggi ci risulta siano almeno 400. Insieme al Dipartimento V dovremo studiare il modo di sfoltire il numero di nomadi presenti». Nel frattempo, ricorda Carpentieri, già da ieri sera, «grazie all’intermediazione delle forze dell’ordine che hanno garantito loro sicurezza i 50 macedoni hanno fatto rientro nel campo».