Tor Tre Teste: tutto pulito solo grazie alla visita del Papa

Ma a 50 metri dalla chiesa buche profonde come voragini e sporcizia ovunque

Claudio Pompei

Un angolo di periferia abbandonata che, nel giro di pochi giorni, diventa una specie di paradiso terrestre, quasi per miracolo. Forse non c’è neppure bisogno di scomodare qualche Santo per spiegare quanto è accaduto a Tor Tre Teste nelle ultime ore, ma qualcosa che ci si avvicina di molto. Stiamo parlando della visita ufficiale che Benedetto XVI compirà stamattina nella parrocchia di «Dio Padre misericordioso» in largo del Terzo Millennio. La chiesa - per chi non conosce la periferia romana tra la via Prenestina e la via Casilina - è quella altrimenti detta «delle Tre vele», disegnata dall’architetto statunitense Richard Meier accanto al parco Alessandrino, che doveva essere ultimata in occasione del Giubileo del 2000. I lavori, in realtà, finirono tre anni dopo a causa delle difficoltà tecniche relative all’avveniristica e originale struttura della costruzione.
Quella di stamattina è in realtà la prima visita che il Papa compie in una parrocchia romana, se si esclude quella a Santa Maria Consolatrice a Casal Bertone della quale, anni fa, l’allora cardinale Joseph Ratzinger era titolare. Si tratta, insomma, di un evento molto importante, per giunta a due settimane di distanza dalla domenica delle Palme. E se, all’imminenza della Pasqua, aggiungiamo il fatto che siamo a quindici giorni dalle elezioni, si possono ben comprendere i motivi che hanno indotto il sindaco Walter Veltroni a mettere le ali ai piedi dei suoi più stretti collaboratori - in Campidoglio e in VII municipio - per preparare una degna accoglienza a Benedetto XVI.
Negli ultimi giorni a Tor Tre Teste sono piombate numerose squadre di operai a rattoppare le buche sulle strade. Non solo: il manto d’asfalto di via Francesco Tovaglieri (la strada che conduce alla parrocchia) è stato rifatto completamente. L’intervento di ripristino ha riguardato, però, unicamente il tratto di strada che sarà percorso dal corteo papale. A venti metri di distanza, come dimostrano le foto che pubblichiamo in questa stessa pagina, ci sono buche profonde come voragini che nessuno ha pensato di rattoppare, nemmeno alla meglio.
Appena finiti i lavori di asfaltatura, è stata la volta della «segnaletica orizzontale»: altre squadre di operai, lavorando alacremente, hanno ridisegnato le strisce bianche sulla carreggiata, gli stop e gli attraversamenti pedonali. La necessità di concludere in fretta, però, ha provocato qualche «intreccio operativo». Per esempio, mentre fervevano gli ultimi preparativi, gli operatori delle macchine spazzatrici dell’Ama che avevano l’incarico di pulire a fondo l’area, si sono dovuti fermare ad aspettare che si finisse con gli ultimi ritocchi di vernice bianca. Anche per quanto riguarda la pulizia, le operazione si sono concluse ieri pomeriggio ma hanno riguardato soltanto la zona circoscritta attorno alla chiesa. A cinquanta metri di distanza, cassonetti stracolmi, sporcizia ed erbacce ovunque.
Ovviamente gli abitanti di Tor Tre Teste sono ben contenti della visita del Papa, anche perché grazie a questo avvenimento hanno potuto vedere dei servizi comunali finalmente efficienti. Peccato, però che la «rimessa a nuovo» abbia riguardato soltanto uno spicchio del quartiere. Qualche residente più anziano ha ricordato le «romanelle» che venivano ordinate da Mussolini in occasione delle visite a Roma dei capi di Stato stranieri, azzardando un paragone con i nostri giorni. E siccome non tutte le ciambelle riescono col buco, c’è da registrare il flop di via Campari, dove da vent’anni c’è un pericoloso «imbuto». Anche quest’ultimo intervento è stato forse deciso in occasione dell’evento di oggi, ma il maltempo ci ha messo lo zampino e i lavori non sono ancora finiti.