Tor Vergata, è rivolta contro i rom

Adesso non sono più i rom di Testaccio, sono diventati «quelli di via Salamanca». Un villaggio-fantasma a Tor Vergata, che sulla carta non esiste, ma c’è. Eccome. I nomadi, di etnia kaldaresh, erano stati sgomberati da Lungotevere Testaccio per iniziativa della questura a giugno, destinazione accampamento di Castel Romano. Ma gli stessi capi-famiglia rom hanno rifiutato: «Con quella gente non vogliamo avere nulla da spartire».
Così la polizia alla fine li ha sistemati in un’area davanti all’Università di Tor Vergata. Doveva essere un insediamento provvisorio. Poche settimane, al massimo un paio di mesi. «Ma i rom sono ancora lì e ne stanno arrivando altri - denuncia Emanuele Amici, capogruppo Pdl nell’VIII municipio -. Inizialmente erano 24 roulotte, adesso sono almeno 35: circa 50 persone in più». Parenti, sodali, roulotte, camper. Chi passa davanti all’attendamento nota anche le grosse Audi parcheggiate nelle piazzole: Mercedes Classe C nuovo modello o Bmw.
Stanchi delle proteste dei residenti i dirigenti del municipio a fine luglio hanno votato un’ordinanza di sgombero e l’hanno spedita al prefetto Carlo Mosca. Com’è andata a finire? «Non abbiamo saputo più niente - risponde Amici -. Abbiamo sollecitato, telefonato, ma senza esito». Una settimana fa anche il presidente dell’VIII, Massimiliano Lorenzotti, Pdl, è tornato alla carica. «Noi abbiamo fatto l’ordine di sgombero a suo tempo - dice -. Se il prefetto di Roma non lo applica non è colpa mia. È bene che la gente di Tor Vergata lo sappia».
Eppure le lamentele sono tante. Di rilievo quella dell’ateneo di Tor Vergata. Il rettore, Alessandro Finazzi Agrò, ha più volte ricordato che il terreno in questione è dell’università.
«È necessario un immediato intervento per ripristinare la disponibilità delle aree per esigenze istituzionali - dichiara il rettore -. L’università si riserva di agire in ogni sede per proteggere i suoi interessi. L’allaccio all’acqua potabile nella zona occupata nonché il rafforzamento dei servizi di vigilanza sono stati predisposti a cura e a spese dell’ateneo».
Ora l’anno accademico sta per iniziare e gli studenti temono furti di auto, moto e atti vandalici». Le condizioni igienico-sanitarie del campo, poi, sono da Terzo mondo. Tanto che perfino l’opposizione in Campidoglio sollecita interventi urgenti. «Le preoccupazioni di Finazzi Agrò non possono cadere nel vuoto, anche perché quel campo va a gravare su un quartiere che ha già mille problemi» puntualizza il consigliere Dario Nanni, Pd, membro della commissione comunale sicurezza.
Che la zona sia a rischio non c’è dubbio. In tutto l’VIII municipio, tra l’altro, manca una adeguata presenza di forze dell’ordine. «L’unico presidio fisso è la stazione dei carabinieri di Tor Bella Monaca - rimarca Amici -. Ma i residenti della Borghesiana, di Lunghezza, di Lunghezzina e di Ponte di Nona, se succede qualcosa devono rivolgersi a Frascati».