Torcia, il Cio: "Nessuna tappa cancellata" Bush potrebbe disertare l'inaugurazione

La vicepresidente: &quot;Bisogna rivedere la questione nel suo complesso&quot;. Rogge conferma: &quot;Molto preoccupato&quot;. Poi fa marcia indietro: &quot;Nessuna tappa sarà cancellata. Al massimo variazioni di percorso&quot;. La fiaccola è arrivata a San Francisco, dove sono già iniziate le proteste (nella foto il <em>Golden Gate</em>)

Pechino - Il Comitato olimpico internazionale potrebbe decidere questa settimana di fermare il percorso mondiale della fiaccola olimpica. Lo lascia pensare per molte ore, quasi tutta la giornata. Poi arriva la smentita di Jacques Rogge. Lo ha detto oggi a Pechino la vicepresidente del Cio Gunilla Lindberg. "Sono certa che questo (la possibilità di decidere lo stop del percorso mondiale della fiaccola) sarà discusso... penso che dobbiamo rivedere la questione nel suo complesso" ha detto Lindberg. L’argomento sarà discusso nella riunione di tre giorni del comitato esecutivo del Cio che inizia domani a Pechino.

Rogge Lo stesso presidente del Comitato Olimpico internazionale, Jacques Rogge, ha confermato che la corsa della fiaccola olimpica potrebbe essere fermata. Parlando ai margini della riunione dei Comitati Olimpici Nazionali in corso a Pechino, Rogge ha affermato di essere "molto preoccupato" dopo le contestazioni di Londra e di Parigi. Secondo il presidente del Cio è "improbabile" che venga cancellata la tappa di San Francisco. La fiaccola è partita ieri sera da Parigi per la città californiana, dove sono già state annunciate manifestazioni di protesta.

La smentita Il percorso della torcia olimpica potrebbe essere modificato, ma nessuna delle tappe previste sarà cancellata a causa delle proteste contro il governo cinese. È quanto ha fatto sapere il presidente del Cio Jacques Rogge in un’intervista al Wall Street Journal. "È fuori discussione che siano cancellate delle tappe" ha detto Rogge a margine di un incontro con i membri del Comitato olimpico. Rogge ha liquidato come "fraintendimenti" le voci circolate sul fatto che il Cio stesse valutando la cancellazione di alcune tappe proprio a causa delle violente proteste in favore del Tibet. "Quello che faremo e che è opportuno fare è valutare il percorso della torcia" ha detto Rogge. "Mi rattrista molto il fatto che un simbolo che dovrebbe unire le persone sia attaccato in questo modo. Rispettiamo la libertà di stampa e di espressione, ma ci aspettiamo che si tenga un comportamento non violento" ha aggiunto il presidente del Cio.

San Francisco L'America accoglie in modo ambivalente l'arrivo della fiaccola olimpica dopo gli incidenti di Londra e Parigi. Da un lato la Casa Bianca, pur confermando la presenza del presidente George W. Bush alla cerimonia inaugurale dei Giochi, afferma che la decisione "può sempre cambiare", aprendo la porta per la prima volta all'ipotesi del boicottaggio. Dall'altro San Francisco, unica tappa americana della staffetta verso Pechino, cerca di rilanciare lo spirito olimpico ed evitare che la fiaccola sia "presa in ostaggio" da strumentalizzazioni politiche. E' in questo clima che la fiaccola è approdata oggi in America. Lo ha fatto quasi di nascosto, alle quattro del mattino in un aeroporto di San Francisco ancora deserto ma comunque protetto da un imponente servizio d'ordine. Molte associazioni per i diritti umani avevano annunciato da giorni una serie di manifestazioni per le vie della città in occasione dell'arrivo della fiaccola, ma all' aeroporto gli attivisti pro Tibet e anti-Cina non si sono visti.

Manifestazioni di protesta Di certo però confluiranno nella più importante manifestazione organizzata alla vigilia del passaggio della fiaccola, una fiaccolata per le vie del centro alla quale partecipano anche l'attore Richard Gere e l'arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu. In attesa delle manifestazioni, il sindaco di San Francisco, Gavin Newsom, ha cercato comunque di rilanciare lo spirito olimpico della fiaccola, anche perché vuole evitare che sotto al Golden Gate si ripetano gli incidenti di Londra. Anche per questo i dieci chilometri di percorso che la torcia seguirà sono rigorosamente segreti, e cambieranno in continuazione. "Mi aspetto con fiducia che tutto si svolga al meglio e che l'evento sia un successo - ha detto il sindaco - ma non sono così ingenuo nel valutare ciò che può produrre un evento di questa portata, in cui vi sono persone molto coinvolte da entrambe le parti". Per Newsom comunque l'occasione di ospitare la fiaccola resta "un grande onore" per la città, e la fiaccola, che non deve "cadere in ostaggio", viene trattata "come un Capo di Stato". Un onore espresso al San Francisco Chronicle da ciascuno degli 80 tedofori scelti per portare la torcia attraverso le vie di San Francisco.

Incontro fra sindaco e ambasciatore cinese L'unico quartiere che quasi certamente eviteranno sarà Chinatown, dove vive la più grande comunità cinese d'America. Anche lì sono previste manifestazioni, meglio evitare di creare tensioni. L'ambasciatore cinese in America, Zhou Wenzhong, si è incontrato oggi per 45 minuti con il sindaco Newsom, per essere ragguagliato sulle misure di sicurezza prese per proteggere la staffetta olimpica di domani. Nel frattempo sono stati identificati i tre attivisti che ieri si erano arrampicati sui cavi del Golden Gate, il celebre ponte che attraversa la Baia di san Francisco. Sono tre giovani americani di 30, 29 e 27 anni. Hanno esposto due grandi striscioni per il Tibet libero. Dovranno comparire davanti al giudice per procurato allarme.