Torino 2006: Armani e Bolle i testimonial

Marco Traverso

da Torino

Per ora di olimpico c'è solo lui, Piero Chiambretti, che con la sua solita verve ha condotto magistralmente la presentazione, avvenuta ieri a Torino, delle cerimonie di apertura e di chiusura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Chiambretti, più in forma che mai, è riuscito nell'impresa di presentare il nulla, nel senso che, come era prevedibile, grandi rivelazioni sui due eventi a cinque cerchi non ne sono stati fatte. Massimo riserbo, dunque, squarciato soltanto da alcune pillole. E così è stato spiegato che il palco dello stadio Olimpico di Torino (progettato dagli architetti Luciano e Giovanni Cenna, che oggi sarà consegnato dal Comune di Torino al Toroc) sarà di 70 metri, e avrà la forma di un cuore, che non verrà utilizzato ghiaccio e che due importanti testimonial delle cerimonie saranno il primo ballerino della Scala, Roberto Bolle e lo stilista Giorgio Armani, incaricato di curare la regia dell'alzabandiera. Tra una gag e l'altra di Chiambretti, Andrea Varnier, direttore immagine ed eventi Toroc (e ideatore, cinque anni fa, dell’evento) ha illustrato l'ossatura di un progetto prodotto da Marco Balich della K2006 Film Master e che coinvolge alcuni dei più importanti professionisti del mondo dello spettacolo e dell'organizzazione di eventi come il consulente creativo Ric Birch, il production designer Mark Fisher, il supervisore dei fuochi d’artificio Christophe Berthonneau e la costume designer Gabriella Pascucci. Passion lives here, è lo slogan, che si declina nelle due componenti che dovranno caratterizzare le kermesse: la velocità il ritmo. Tanto che le icone simbolo delle cerimonie saranno le «Spark of passion», scintille umane pronte a sfrecciare come saette: sei intrepidi pattinatori muniti di uno speciale caschetto che nella forma ricorda un phon per capelli che al posto dell'aria calda spara vigorose fiammate. Di più non è dato di sapere. Gli unici che, almeno in parte, sanno a cosa andranno incontro sono certamente i numerosi volontari che hanno dato la propria adesione all'evento: 4mila e 600 figuranti coordinati dal guru Doug Jack e 1.500 addetti alla produzione tra i quali figurano anche truccatori, parrucchieri e costumisti. Ora l'appuntamento è per il 10 e il 26 febbraio allo stadio Comunale di Torino. Nell'attesa crescono le puntate sul nome dell'ultimo tedoforo, quello che avrà l'onore di accendere il braciere di Olimpia: Alberto Tomba sembra il favorito ma c'è chi è pronto a scommettere su Valentino Rossi.