Torino 2006 inizia davanti a due miliardi di spettatori

da Milano

Comunque vada, sarà un successo. Innanzitutto, perché al cospetto della cerimonia di chiusura di Torino 2006 del 26 febbraio hanno dovuto inchinarsi pure gli Oscar, che slittano di una settimana. E poi per il numero di telespettatori: 2 miliardi, che fanno dell’apertura (il 10) e della chiusura delle Olimpiadi invernali la più grande mondovisione mai trasmessa dalla tivù italiana. Se ci pensate, è un’operazione gigantesca.
E quindi è comprensibile l’atmosfera di tesa preoccupazione che ieri all’ora di pranzo aleggiava in un piccolo teatro in centro a Milano, dove gli organizzatori delle due cerimonie hanno parlato molto di quella conclusiva e molto meno di quella iniziale, alla quale parteciperà anche Claudio Baglioni (che ha scritto l’inno Va’), che si aggiunge a una lista di grandi nomi che alle Olimpiadi danno il loro talento o la loro presenza (Giorgio Armani, Lino Dainese, il ballerino Roberto Bolle, il premio Oscar Gabriella Pescucci, il regista Gabriele Vacis).
D’altronde, tra i 240 membri dello staff creativo ci sono nomi che valgono una garanzia: su tutti Mark Fisher, che è un tipo taciturno ma è anche così esuberante da esser il disegnatore dei palchi di Pink Floyd (The Wall), U2 (l’ultimo tour) e Robbie Williams (il prossimo). Ma anche Ric Birch, che è stato il padrone di casa ai giochi di Los Angeles, Barcellona e Sydney, è un nome che pesa. «Saranno gli eventi live più importanti del 2006, la parola chiave è passione», ha detto Andrea Varnier, direttore immagine ed eventi del Toroc. «Vogliamo dire al mondo - ha aggiunto Marco Balich, produttore esecutivo della società K2006/FilmMaster - che l’Italia è il punto di riferimento per design e stile». E in questo disegno rientrano le «torce umane» che rappresenteranno un simbolo dei Giochi (ballerini con un casco da cui escono fiamme) o l’idea di recuperare per le cerimonie l’iconografia del Carnevale e del circo (con un omaggio a Fellini). Infine la musica: il 26 febbraio a Torino arriverà anche Andrea Bocelli, a cantare un inedito e a passare la torcia alla canadese Avril Lavigne, che è il testimonial di Vancouver 2010.