A Torino 2006 rintocchi di Liguria

Luca Tasso

C'è un pezzo di Liguria che batte nel cuore del villaggio olimpico di Torino. Sulla torre olimpica, sistemata proprio al centro del villaggio, è stato, infatti, installato un orologio da torre proveniente da quella fucina di capolavori che risponde al nome di Trebino. «Ci hanno contattato il lunedì - spiega il titolare, Guglielmo Trebino - e il mercoledì l'orologio era già a fare bella mostra di sé sulla torre olimpica. Da quando ci hanno confermato l'ordine, abbiamo lavorato giorno e notte per non fallire un appuntamento così prestigioso». Un prestigio che, vista la rilevanza mondiale dell'avvenimento e la posizione strategica in cui è collocata la torre, si riflette su tutta l'industria manifatturiera ligure. «A Torino abbiamo installato la nostra ultima creazione che soddisfa tutte le richieste di precisione e affidabilità pervenuteci dal Comitato organizzatore. Basti pensare che il nostro Tower Sat ha 8 giorni di autonomia in caso di black out, ed è radiosincronizzato con l'istituto Galileo Ferraris di Torino. In pratica, si autocorregge in caso di errore, anche minimo. Teoricamente potrebbe essere utilizzato per le rilevazioni cronometriche delle gare, tanto è preciso». Quello delle olimpiadi di Torino, non è che l'ultimo capitolo di una storia di successi iniziata nel 1824. Da allora la «Trebino» di Uscio si è fatta conoscere in tutto il mondo per l'altissima qualità dei suoi prodotti. Orologi da torre, ma anche campane e campanili: «Abbiamo esportato i nostri prodotti un pò ovunque ma quelli di cui siamo più fieri sono i grandi orologi che si trovano nella della Basilica di San Pietro a Roma, installati nel 1958».