Torino, 20enne perde il lavoro e si dà fuoco

Riccardo La Mantia si è dato
fuoco all’interno della propria auto: è ricoverato in condizioni gravissime
all’ospedale Cto con ustioni di secondo e terzo grado sul 95%
del corpo

Torino - Teme di perdere il posto di lavoro e si dà fuoco. Un giovane di 20 anni, Riccardo La Mantia, di Caltagirone (Catania), ha compiuto il tragico gesto a bordo della sua auto parcheggiata in via Orbetello, davanti alla ditta di componenti elettrici presso cui lavora.

Il gesto disperato È entrato nella propria auto e si è dato fuoco dopo l’ennesima litigata con il datore di lavoro. Riccardo, ora, è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Cto di Torino dopo essersi dato fuoco. È accaduto questa mattina e secondo le prime informazioni il giovane avrebbe compiuto un drammatico gesto dopo aver perso il lavoro. Secondo quanto ricostruito dalla polizia il ragazzo si sarebbe dato fuoco in macchina davanti alla ditta in cui lavorava dopo aver litigato con l’ex datore di lavoro. Non è chiaro se il giovane avesse anche altri problemi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che lo hanno soccorso e il ragazzo, che ha riportato ustioni di II e III grado su oltre il 90% del corpo, è poi stato trasportato al pronto soccorso grandi traumi del Cto dove è ora ricoverato in gravissime condizioni.

Il precedente Il giovane è figlio di Giovanni La Mantia, disoccupato che, nel 1997, si suicidò allo stesso modo nella stanza del sindaco di Caltagirone. La circostanza è stata confermata dal sindaco del comune catanese, Franco Pignataro. Giovanni La Mantia, che morì per le gravissime ustioni riportate, era sposato ed aveva 4 figli, tra i quali, appunto Riccardo, che all’epoca aveva 9 anni. Disperato perchè costretto a lavoretti saltuari da muratore in mancanza di un impiego fisso, entrò con i vestiti in fiamme nella stanza del sindaco dell’epoca, Marilena Samperi. Nella toilette del Municipio si era versato addosso benzina contenuta in una bottiglia di plastica. Il primo cittadino stava ricevendo il pubblico. L’uomo venne soccorso dagli impiegati del comune e fu portato in ospedale, a Catania, dove morì. La donna, dopo la morte del marito, si trasferì con i figli a Torino dove venne assunta in una società di telefonia.