Torino, arrivano le pecore giardiniere

Invasione di pecore all'ombra della Mole per sfoltire
l'erba dei parchi pubblici. Il risparmio per le casse comunali dovrebbe essere di 30mila euro<br />

Torino - Chi l'ha detto che le pecore sono utili solo per la lana o per il formaggio che si produce con il loro latte? A ben pensarci questi due prodotti sono già talmente importanti da giustificare la presenza degli ovini tra le specie animali più importanti per la vita dell'uomo. Ma da oggi c'è un motivo in più. Le pecore sono utili anche per sfoltire l'erba dei giardini pubblici.

Scortate dai vigili urbani stamani un gregge di pecore ha raggiunto il Parco del Meisino, a Torino. La città della Mole è stata letteralmente invasa dagli ovini: si tratta di un progetto con il quale si vuole sperimentare l'efficienza di questo metodo di giardinaggio "naturale".

Un bel risparmio per le amministrazioni locali. Niente più macchinari e personale addetto al taglio delle erbacce. Al massimo un pastore, accompagnato da un cane, per tenere a bada gli animali. Non sia mai che si mettano a gironzolare per le strade facendo zig-zag tra le auto in coda ai semafori.

Due mesi di lavoro Gli animali brucheranno per due mesi ed eviteranno alle casse comunali l’esborso di 30 mila euro per il taglio dell'erba. Un anno fa, sempre in aprile, vi era stato un primo esperimento di pascolo in tre parchi. Ci si era serviti anche di quaranta bovini nel parco della Maddalena, ma si è rinunciato a riutilizzarli perchè si tratta di animali che, al contrario di pecore e agnelli, lasciano troppi escrementi e i visitatori si erano lamentati.

Settecento pecore Nel parco del Meisino vi sono 700 pecore e 16 agnellini di proprietà di un pastore di Chieri, Federico Tombolato. "Ero già venuto l'anno scorso - ha detto oggi Tombolato - ed è stata un'esperienza positiva. Il parco è pulito e risparmio il costo dell’affitto di un prato per le mie pecore". La pulizia dei parchi torinesi è garantita dai servizi dati in appalto alle cooperative che provvedono a raccogliere cartacce, lattine e altri rifiuti. Gli animali pascolano in un' area recintata, poi la lasciano (e rimane chiusa per un paio di giorni per far sedimentare il terreno) e vanno a brucare in quella attigua.

"C’è qualche piccolo disagio per i cittadini - sottolineano all’assessorato al Verde pubblico - ma l’iniziativa ha anche un valore naturalistico e didattico avvicinando i cittadini, soprattutto i più giovani, alla conoscenza degli animali". Terminati i due mesi di pascolo cittadino le pecore raggiungeranno gli alpeggi di montagna, in Valle Varaita (Cuneo) per trascorrevi l’estate.