Torino, Caselli nuovo procuratore capo

Oggi la decisione dell’assemblea plenaria del Csm all’unanimità. Anche i
consiglieri Giuseppe Berruti e Michele Saponara, che si erano astenuti in Quinta
Commissione, hanno espresso <em>in plenum</em> il loro voto a favore

Roma - Gian Carlo Caselli è il nuovo procuratore della Repubblica di Torino. Lo ha deciso l’assemblea plenaria del Csm all’unanimità. Anche i consiglieri Giuseppe Berruti (Unicost) e Michele Saponara (laico centrodestra), che si erano astenuti in Quinta Commissione, hanno espresso in plenum il loro voto a favore.

La decisione del Csm Caselli, fino ad oggi procuratore generale presso la Corte d’appello del capoluogo piemontese, andrà a ricoprire il ruolo lasciato nel gennaio scorso da Marcello Maddalena, per effetto della temporaneità degli incarichi introdotta con la riforma dell’ordinamento giudiziario. Il neo procuratore capo di Torino ha avuto la meglio su candidati eccellenti quali Guido Papalia, che deve lasciare la guida della Procura di Verona sempre in base alla norma che fissa tetti per gli incarichi direttivi, e Raffaele Guariniello, procuratore aggiunto a Torino. Di Caselli, il plenum dell’organo di autogoverno della magistratura ha voluto ricordare "l’assoluta eccezionalità del profilo professionale nel corso di tutta la carriera, la straordinaria dedizione al lavoro e le pure eccezionali capacità organizzative", manifestate nello svolgimento di "funzioni requirenti e giudicanti nonchè nella direzione di importantissimi uffici giudiziari e di rilevanti articolazioni amministrative, anche a livello internazionale". Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ha voluto spiegare il suo voto favorevole alla nomina di Caselli rilevando "il grande valore professionale e morale" del magistrato.

La carriera di Caselli Nato nel 1939, Caselli ha iniziato la sua carriera nel 1967, e come giudice istruttore, dal 1969 al 1986, a Torino si è occupato dei procedimenti sul terrorismo, sulle Br e Prima Linea. Dal 1986 al ’90 ha fatto parte del Consiglio Superiore della Magistratura e, successivamente, è stato presidente della Corte d’assise di Torino e, dal ’93 al ’99 ha guidato la Procura di Palermo. I risultati conseguiti in Sicilia da Caselli, si legge nella delibera approvata dal Csm, "sono entrati nella storia giudiziaria del Paese ed hanno contribuito alla decapitazione di numerose famiglie mafiose del palermitano". Dopo l’esperienza a Palermo, Caselli è stato direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e nel 2001 membro italiano di Eurojust. Nel settembre 2002 era tornato a Torino per rivestire le funzioni di procuratore generale.