Torino, donna scomparsa Dopo 8 mesi tre arrestati: per rapimento e omicidio

Marina Patriti, madre di tre figli, era sparita da casa il 18 febbraio febbraio scorso. Arrestati per sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere l'ex amante del marito, Maria Teresa Crivellari, e due complici

Torino - Dopo 8 mesi il mistero è risolto. Sono stati eseguiti stamattina tre arresti con le accuse di omicidio volontario, sequestro di persona e occultamento di cadavere per la scomparsa di Marina Patriti, la donna, madre di tre figli, di Bruino. Gli arrestati sono Maria Teresa Crivellari, ex amante del marito e due complici di cui al momento non si conoscono le generalità. Di Marina Patriti si erano perse le tracce il 18 febbraio scorso.

Traditi dal cellulare Più sms, partiti dal cellulare di Marina Patriti nel giorno della sua scomparsa, che le intercettazioni telefoniche e ambientali scattate nei mesi successivi, hanno funzionato da trappola per i tre arrestati: Maria Teresa Crivellari, 53 anni, residente ad Alpignano, ex amante del marito di Marina, Andrea Chiappetta e Calogero Pasqualino. Almeno due dei tre arrestati siano già stati sentiti dai carabinieri nell’estate scorsa. Sembra anche che abbiano rilasciato testimonianze discordanti. Ma l’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata proprio sui messaggi telefonici inviati da Marina Patriti al marito la mattina stessa della sua scomparsa. I primi due, su temi d’ordinaria amministrazione casalinga, sarebbero partiti dal ponte di Bruino, il terzo, in cui lei dice al marito di andare a prendere il bambino (anzichè bambina) a scuola perché lei ha intenzione d’andarsene per sempre, dal ponte di Alpignano, dove abita Maria Teresa Crivellari. I due uomini avrebbero avuto un ruolo importante, prima nel sequestro, poi nell’omicidio volontario e quindi nell’occultamento del cadavere. Il procuratore di Pinerolo, Giuseppe Amato, che ha chiesto le misure cautelari, non si sbilancia sulle singole responsabilità dei tre arrestati, accusati tutti di concorso nei tre reati contestati.

La storia I familiari della donna erano certi che non si potesse trattare di un allontamento volontario. "Posso avere quasi la certezza che non si sia allontanata di sua spontanea volontà - dice il fratello Giovanni -, ma non al 100% perché non abbiamo abbastanza elementi. Marina non avrebbe avuto motivo di andarsene: stava bene e non le mancava nulla. A volte con la fantasia si corre più in fretta che con la realtà, ma secondo noi è stata rapita". Anche il marito Giacomo Bellorio, con cui in passato aveva vissuto momenti di crisi coniugale, conferma che nella coppia era tornato il sereno: "Non avevamo problemi, è stata una sparizione inaspettata. Non avrebbe mai lasciato i figli da soli, per questo non credo che si tratti di una scomparsa volontaria".

La somma di denaro A rendere la vicenda ancora più intricata c’è anche una donazione di 600 mila euro circa che il padre fece alla donna poco tempo prima della sparizione: aveva venduto alcuni terreni suddividendo il ricavato tra i tre figli. La somma è ancora depositata su un conto corrente bancario intestato alla donna sul quale non si sono più registrati movimenti.

L'ultimo sms E infine c’è la questione dell’ultimo messaggio arrivato al marito dal telefono della donna il giorno della scomparsa. "Vai a prendere il bambino a scuola che me ne sono andata" recitava il testo dell’sms. Ma è proprio quel "bambino" al maschile a non convincere né il coniuge né gli investigatori, visto che all’asilo c’era la figlia più piccola della coppia. "Un particolare che lei non avrebbe mai sbagliato - sostiene l’uomo - quindi non può essere stata lei a inviare il messaggio". La stessa mattina una busta con un biglietto in cui lei ribadiva di volersene andare e con le chiavi della vettura, che poi fu ritrovata in un campo sportivo a Villarbasse, fu consegnata al marito, venditore ambulante di alimentari, che lavorava al mercato di Venaria Reale. "Anche se la grafia è la sua non può averlo scritto lei" ribadiscono all’unisono i familiari.