Torino e Messina esclusi dalla A Carraro: «Inevitabile»

Ratificate dal Consiglio federale le decisioni Coavisoc. Fuori anche Perugia e Salernitana. I granata sperano, i siciliani di più

Marcello Di Dio

da Roma

Il giorno nero di Torino e Messina, ma anche di Perugia e Salernitana e di altri tredici club di serie C (la Fermana, però, dovrebbe essere riammessa). Nessuna sorpresa, il Consiglio federale si è attenuto al parere motivato della Coavisoc, escludendo dai campionati le squadre segnalate dalla commissione di appello sui controlli dei bilanci delle società. «Abbiamo ratificato decisioni prese da altri – precisa il presidente della Figc, Franco Carraro –. Lo prevedeva il regolamento, guai se non lo avessimo rispettato».
Per la Federcalcio il discorso iscrizioni finisce qui, ora spazio ai ricorsi prima dei ripescaggi. Che ci saranno, nonostante l’appello del presidente della lega di C, Mario Macalli: «Se manteniamo l’attuale numero di squadre, a fine settembre il 60% avrà già dei problemi». In sole tre settimane si disegneranno gli organici dei nuovi campionati nei vari gradi di giudizio. Le squadre escluse – ma anche quelle cointeressate (e tra queste potrebbe esserci il Napoli, che spera ancora nel ripescaggio in B) – potranno presentare ricorso entro lunedì 18 luglio alla Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni, che terrà la sua prima riunione giovedì 21. Entro il 25 i verdetti (la Figc non farà ricorso) e già il 29 si passerà alla terza sezione del Tar del Lazio. In ultima istanza, il Consiglio di Stato che dovrebbe riunirsi il 1° agosto. Forse già entro il 6, giorno nel quale è programmato un nuovo Consiglio federale, la Figc avrà i verdetti definitivi per procedere ai ripescaggi. Per la serie A scalpitano Bologna (ieri il patron Gazzoni ha precisato di non avere nulla contro il Messina, ma chiede il rispetto delle regole) e Treviso, per la B pronte Vicenza e Pescara.
Parallelamente alla strada dei ricorsi, c’è la possibilità del lodo Petrucci: il titolo sportivo delle società non iscritte potrà essere rilevato da una nuova società della stessa città che si iscriverà alla serie inferiore. Martedì 19 è il termine previsto per presentare la domanda, poi entro il 25 dovranno essere offerte tutte le garanzie economiche. La commissione del lodo inizierà subito i suoi lavori, ma renderà noti i risultati solo al termine dei tre gradi di giudizio. Quindi tra il 6 e il 9 agosto, mentre i calendari vedranno la luce il 10.
Detto dell’iter «burocratico» da seguire, restano le speranze delle società e dei tifosi. In casa Messina – che non ha i requisiti per richiedere il lodo Petrucci – c’è ottimismo: il contenzioso non temerario stabilito con il Fisco siciliano sarebbe sufficiente a garantire l’iscrizione nonostante il debito fiscale (15 milioni di euro) del quale sarebbe stata pagata la prima rata. Dunque, secondo il club peloritano, la vittoria potrebbe arrivare già alla Camera del Coni. Qualche speranza la nutrono anche Torino e Salernitana, ma in questo caso bisogna coprire in fretta i pesanti passivi fiscali (40 milioni per i granata, almeno 23 per i campani). Confortante il precedente del Como (comunque fallito quest’anno): bocciato dalla Figc il 27 luglio 2004, ebbe poi la meglio dopo un lungo iter al Consiglio di Stato il 10 settembre. La speranza è legata soprattutto ai tribunali amministrativi (Tar e Consiglio di Stato). «Sono consapevole – ha detto il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino – della perentorietà della data del 30 giugno per l’iscrizione al campionato, ma si può dimostrare che la perentorietà non coincide con la decadenza del diritto». Chiamparino sta lavorando anche all’ipotesi di lodo Petrucci, con verifiche su gruppi imprenditoriali pronti a subentrare a Cimminelli. Intanto ieri Attilio Romero, presente in Figc, ha precisato che il Torino ritiene di «aver consegnato una documentazione valida anche per i prossimi gradi di giudizio... e che, da quanto è emerso, le possibilità di riammissione sono consistenti a partire già dal ricorso alla Camera di Conciliazione del Coni». Fuori gioco definitivamente il Perugia.
Ieri Carraro ha anche parlato della candidatura italiana agli Europei 2012: «Berlusconi ha firmato il documento con le garanzie concesse dal Governo». Nel dossier, che sarà presentato all’Uefa il 21 luglio, saranno indicate le otto città ospitanti: Roma, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torino. La Federcalcio indicherà anche altre quattro città candidate (Bari, Cagliari, Udine e Verona) nonché Padova, Perugia e Pescara che hanno dimostrato di avere progetti di stadi in fase avanzata.