Al Torino Festival Coppola, Kusturica e tanto spazio agli autori giovani

RomaC’è un festival che non ha paura della concorrenza. «Anzi ben venga!», chiosa Gianni Amelio, nuovo direttore del Torino Film Festival che si aprirà il prossimo 13 novembre con l’anteprima del film Nowhere boy, dedicato a un John Lennon ancora adolescente. «Venezia e Roma non oscurano la vetrina del capoluogo piemontese. E questo per due ragioni - spiega il nuovo direttore che raccoglie il testimone di Nanni Moretti, tornato dietro la macchina da presa -. Difendiamo una visione del cinema piena di passione e di rigore. E soprattutto esploriamo i nuovi linguaggi cercando di dare spazio alle nuove generazioni».
Poca mondanità e tanto cinema, quindi, dal 13 al 21 novembre sotto la Mole. La giuria (snella, solo cinque membri) è presieduta da Sandro Petraglia. E dovrà scegliere la migliore tra le 16 pellicole in concorso. Dopo tre anni di assenza, nella sezione principale ci saranno anche due titoli italiani: Santina di Gioberto Pignatelli e La bocca del lupo di Pietro Marcello.
Tra le anteprime più ghiotte sicuramente il primo film di animazione di Wess Anderson (tra le voci anche George Clooney e Meryl Streep) intitolato Fantastic mr Fox. Attesi a Torino anche Emir Kusturica, Francis Ford Coppola e Mario Monicelli. Il primo riceverà il nuovo Gran premio Torino («non un riconoscimento a un debuttante ma nemmeno un premio alla carriera - spiega Amelio -. Semplicemente un tributo a chi ha saputo dire qualcosa di nuovo nel cinema»). Sarà anche l’occasione di vedere per la prima volta la versione integrale di Underground (quasi sette ore!), che fu premiato nel ’95 a Cannes proprio quando Amelio era in giuria. Coppola presenterà, invece, il suo nuovo film Segreti di famiglia (girato in bianco e nero), mentre Monicelli proporrà al pubblico torinese la versione restaurata di Risate di gioia (1961).