Torino, il giallo del 34enne ucciso nel bosco L'ipotesi: colpito alla testa e poi seppellito vivo

Paolo Pilla, perito informatico, è stato ritovato morto seppellito sotto 20 centimetri di terra a Rivalba, nel Torinese, vicino a un casolare di sua proprietà. L'uomo sarebbe stato ucciso con un colpo alle testa

Torino - Si infittisce il giallo sulla morte dell uomo trovato morto ieri a Rivalba, nel Torinese. Si chiamava Paolo Pilla, 34 anni, scomparso da pochi giorni e faceva il perito informatico. L'uomo è stato seppellito a pochi centimetri di profondità a circa duecento metri da un casolare da lui recentemente acquistato e da ristrutturare.

Forse sepolto vivo Il pm Marco Gianoglio ha disposto l’autopsia sul corpo. L'esame è stato giù effettuato. Già ieri, secondo un primo rilievo del medico legale sul corpo di Pilla, era stato stabilito che questi è morto in seguito a uno o più colpi inferti alla testa da un oggetto contundente mentre poco lontano dal luogo del macabro ritrovamento è stata trovata una pala. Nelle ultime ore circola l’ipotesi che l’informatico torinese sia stato seppellito vivo, perché sembra sia stata trovata terra nella gola. L’autopsia potrebbe essere stata disposta per ecludere o avvalorare tale ipotesi, ma al momento sulle indagini regna il più stretto riserbo. Intanto ieri i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Torino, hanno interrogato a fino a tarda notte famigliari e amici di Paolo Tra gli ultimi ad essere sentiti dai carabinieri, i quattro soci con cui Paolo lavorava come tecnico informatico.

Il mistero delle ultime ore Resta il mistero sui due uomini con cui Paolo è stato visto da alcuni vicini di Rivalba su una panda rossa. Da chiarire anche dove sia finita l’auto del giovane e perchè sia stato trovato con abiti diversi da quelli con cui la madre lo aveva visto uscire di casa sabato. È in corso l’analisi dei tabulati dei due cellulari che Paolo aveva lasciato a casa prima di sparire sabato e gli approfondimenti dei carabinieri per ricostruire le ultime ore del giovane. 

I rapporti con la ex A ritrovare il corpo era stata l’ex convivente, con cui Paolo aveva un figlio di tre anni, insieme a un vicino di Rivalba che l’aveva accompagnata a cercare l’uomo nel bosco nei pressi del podere. A quanto si apprende Paolo non era in buoni rapporti con la ex: ci sarebbero infatti diverse denunce reciproche tra i due. Lei lo aveva denunciato per stalking mentre lui l’aveva accusata di abbandono di minore per aver lasciato il figlio a un’amica per andare in vacanza.