Torino, giustiziato con due colpi alla nuca e sepolto mentre ancora respirava: è giallo

Le denunce reciproche con la ex, la casa acquistata a un’asta
giudiziaria. Si scava nel passato del perito informatico per trovare un
movente. E l'autopsia rivela dettagli inquietanti: qualcuno gli ha sparato e lo ha sepolto, ma la terra nelle narici fa pensare che fosse ancora vivo

di Massimiliano Sciullo

Torino Quando entrano in scena loro, vuol dire che il mistero si fa davvero fitto e la sfida per gli investigatori si fa ancora più dura. Loro sono i Ris di Parma, il reparto investigazioni scientifiche che viene chiamato a intervenire nei casi più delicati.

Tra tanti dubbi e incertezze, appare ben chiara soprattutto una cosa: che l'omicidio di Paolo Pilla, 34 anni, trovato sepolto sotto pochi centimetri di terra a Rivalba, nella collina torinese, non è di facile soluzione. E dopo il rinvenimento del cadavere, tra testimonianze dei parenti e deposizioni dei vicini di casa - quel rustico che l'uomo aveva comprato a fine 2010 a un’asta giudiziaria - sono tante le piste, tante le direzioni, le ipotesi, i dettagli. Ma nessuno per ora si sta mostrando decisivo. Manca la chiave di lettura per ricostruire il puzzle e giungere almeno a un movente. .

Tante le domande, poche le risposte. Domande come quelle che i carabinieri hanno cominciato a fare fin da subito alla madre della vittima, Agata Gagliardi, 64 anni, al fratello minore Giuseppe e a tutti coloro che potrebbero aver visto qualcosa. O che potrebbero sapere qualcosa. Tra questi c'è Andrea, amico di vecchia data ed ex socio della vittima in un'azienda di consulenze informatiche. Per ascoltare la sua versione, gli investigatori hanno proseguito il confronto fino a notte fonda.

Ieri è stata eseguita l'autopsia: il pm che conduce le indagini, Marco Gianoglio, ha affidato l'esame al medico legale Roberto Testi. I risultati potrebbero confermare una ipotesi orribile: il medico legale avrebbe trovato della terra all'interno delle cavità nasali dell'uomo.

Dunque Pilla forse è stato sepolto ancora vivo. Ma c’è di più, anche se la notizia non trova conferme ufficiali: l’omicida, ammesso che di uno solo si tratti, prima gli avrebbe sparato alla nuca due colpi con un’arma di piccolo calibro. I due fori alla testa, molto piccoli, erano sfuggiti ai primi esami. Insomma, un’esecuzione. Quindi l’assassino lo ha sepolto in tutta fretta, in una buca di pochi decine di centimetri, vicino a un torrente, senza accorgersi di quei brandelli di vestiti che spuntavano dal terriccio e che hanno poi consentito di trovarne il corpo.

Starà dunque agli uomini del Ris setacciare palmo a palmo la zona dei boschi di Rivalba. Quei boschi che si trovano a pochi passi dal rustico che potrebbe nascondere la spiegazione all'intera vicenda. Una casa che Pilla aveva comprato a fine 2010 a un'asta giudiziaria, ma anche un affare che potrebbe non essersi concluso con l'aggiudicazione del lotto e che potrebbe aver avuto strascichi, creato malumori, se non veri e propri nemici. Di certo si sa soltanto che la vittima è uscita di casa sabato pomeriggio, dicendo alla madre che sarebbe tornata entro poco tempo, dopo aver fatto alcune commissioni. Ma da quel momento nessuno dei suoi famigliari ha più avuto sue notizie. Non la mamma, non il fratello Giuseppe, non la ex convivente Emanuela Pulizzi, 36 anni e un figlio avuto da Pilla che oggi ha tre anni.

Una vicenda sentimentale con un finale amaro, con denunce incrociate tra i due partner. Stalking, si dice. E abbandono di minore. Ma gli screzi parevano essersi appianati, negli ultimi tempi. Tanto che è stata proprio la donna a dare l'allarme da Rivalba, dopo essersi messa alla ricerca del padre di suo figlio. Il resto sono domande aperte: punti interrogativi incombenti: Perché Pilla ha lasciato a casa i due cellulari prima di uscire di casa, sabato? Sui due telefoni e su altri oggetti sequestrati nell'abitazione dell'uomo saranno effettuate ulteriori analisi. E perché i vestiti con cui è stato trovato il cadavere (una t-shirt bianca, pantaloni della tuta e guanti da lavoro) sono diversi da quelli indossati uscendo di casa? E soprattutto, chi erano le persone che alcuni testimoni dicono di aver visto con lui, prima di scappare a tutta velocità? Da oggi la parola passa ai Ris.