Torino, grillini e viola contestano Schifani Napolitano condanna: "Gazzarra intimidatoria"

Alcune decine di manifestanti fischiano e insultano Schifani alla festa nazionale del Pd a Torino. Fassino prova a fermarli: "Metodi squadristi". Schifani: "Non mi impedirete di parlare". Rammarico di Bersani. Grillo: "E' solo l'inizio". E Di Pietro difende chi fischia

Torino - Clima infuocato alla festa nazionale del Pd, dov'era in programma un intervento del presidente del Senato, Renato Schifani. Alcune decine di manifestanti - a quanto pare vicini a Beppe Grillo e al cosiddetto "popolo viola"  - hanno impedito l’inizio del confronto con l’esponente del Pd, Piero Fassino, che ha cercato, più volte, di placare la contestazione. "Fuori la mafia dallo Stato", urlavano i grillini, con in mano una agenda rossa. "Provate ad ascoltare", ha spiegato Fassino ai manifestanti. "La festa del Pd - ha aggiunto - è un luogo in cui si discute, per questo abbiamo invitato il presidente Schifani, pur sapendo che molte sue idee sono diverse dalle nostre. In questi giorni abbiamo accusato di essere uno squadrista chi vuole contestare Gianfranco Fini alla festa di domani. Questo metodo è lo stesso".

Schifani: siete esempio di antidemocrazia I fischi e le urla hanno costretto Schifani a interrompere il suo intervento appena iniziato. Subito dopo il presidente si è rivolto ai contestatori: "Siete un esempio di antidemocrazia, perché volete impedire a due personalità politiche di parlare". Ed ancora "sono onorato - ha detto Schifani - di partecipare a questo dibattito e non saranno i vostri fischi ad impedirmi di parlare".

Napolitano: allarmante degenerazione "Il tentativo di impedire con intimidatorie gazzarre il libero svolgimento di manifestazioni e discorsi politici è un segno dell'allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi sia pur minoritari incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e di riconoscere nel parlamento e nella stessa magistratura le istituzioni cui è affidata nel sistema democratico ogni chiarificazione e ricerca di verità". E' quanto afferma in una nota il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avuta notizia degli incidenti verificatisi alla festa del Pd di Torino. "Perciò - prosegue - deploro vivamente l'episodio verificatosi oggi a Torino ai danni del Presidente del Senato e ogni forma di contestazione aggressiva sia verso figure di particolare responsabilità istituzionale sia verso qualsiasi esponente politico nell'esercizio della sua inconfutabile libertà di parola e di opinione".

Solidarietà di Fini a Schifani Il presidente della Camera Gianfranco Fini, al termine del suo intervento alla Festa dell'Api ha telefonato al presidente del Senato per esprimergli solidarietà dopo la contestazione subita alla Festa del Pd.

Bersani rammaricato Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ha telefonato a Schifani "per esprimere solidarietà e profondo rammarico per quello che è avvenuto oggi a Torino, stigmatizzando la gazzarra indecente che ha disturbato il dibattito". "Il dibattito politico, anche il più aspro - afferma Bersani - deve segnare un confine netto con la prepotenza e la prevaricazione. Le nostre feste vivono come luoghi aperti di incontro e di discussione politica. Così le abbiamo volute, così sono e saranno. Qualcuno si levi dalla testa di poterci intimorire o farci derogare da questa scelta".

Grillo: "Questo è solo l'inizio" Sa di essere provocatorio e controcorrente. Ma è proprio ciò che vuole: "Questo è solo l'inizio -commenta Beppe Grillo -. Devono rendersi conto che è finita. Che si blindino con i poliziotti antisommossa, chiamino Maroni e l'esercito. Paghino la gente che va ai comizi per applaudirli. Oppure se ne vadano a casa". Così il comico leader del Movimento 5 Stelle commenta quanto accaduto alla festa del Pd. "Io non sono l'autore o il sobillatore, io interpreto quello che vedo e che sento: la gente non ce la fa più". Gli autori della contestazione sono "persone educate, perbene che manifestano un pensiero assolutamente giusto". Il comico ce l'ha anche Napolitano: "Perché non prende le difese dei cittadini? Napolitano deve far rispettare la costituzione".  

Di Pietro sta con chi ha fischiato Anche il leader dell'Idv difende i contestatori: "Sono semplicemente difensori del legalità, della democrazia e degli onesti cittadini. E' ora di dire basta a questa ipocrisia imperante. Siccome molti si sono ritrovati ad avere importanti incarichi quali la presidenza del Senato o altre cariche istituzionali, si ritengono immuni da ogni critica".

"Voto anticipato? Spero di no" Tornando a parlare di politica Schifani si è augurato "che non si arrivi a elezioni anticipate. Il paese ha bisogno di una guida e di chi attui il progetto voluto due anni fa". "Ogni interruzione traumatica - ha ribadito il presidente - è un danno per la convivenza civile e l’economia. Mi auguro che la maggioranza trovi coesione, ci sono state delle tensioni, la ricomposizione è complessa ma non impossibile. Lavorino le colombe, non i falchi, affinché la maggioranza torni a parlare".

"Se governo cade parola a Napolitano" "Se non sarà possibile" ricompattare la maggioranza e mandare avanti la legislatura, "tutto va nelle mani del capo dello Stato, al quale tutti ci rifacciamo, al quale spetta secondo la Costituzione l’ultima parola". "Lui è garante della Costituzione - ha spiegato Schifani - lo è sempre stato. Ha dimostrato di essere impeccabile in ogni momento della vita del nostro paese. È un grande statista, ha un grande senso dello Stato, un grande senso di responsabilità e saprà lui fare le scelte migliori nel caso in cui la maggioranza dovesse andare in crisi. Saprà essere sempre rispettoso della Costituzione reale, di quella attuale a cui tutti ci dobbiamo inchinare".

Gasparri: clima d'intolleranza "Le parole di Fassino non cancellano la gravità di quanto è avvenuto. Nell’esprimere solidarietà al presidente Schifani non si può non evidenziare il clima di intolleranza creato dalla sinistra. Insulti, odio, astio producono frutti velenosi". Lo afferma il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri. "Alcuni svolgono un ruolo di punta ma altri fanno i fiancheggiatori. Basta pensare - conclude - alle parole di Bersani dell’altro ieri".

Capezzone: l'aggressione non stupisce "Dopo che il segretario Bersani ha scelto di toccare il fondo usando la parola "fogna" per riferirsi al centrodestra e alla politica della maggioranza, il Pd non ha il diritto di stupirsi (o di scansare le responsabilità) per l’indegna aggressione dei grillini contro il presidente Schifani, a cui esprimo totale solidarietà. Ormai, a sinistra, c’è una rincorsa verso il peggio: guidano Di Pietro e i grillini, segue il Pd. Ma è una gara avvilente". Lo ha detto Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.