Torino, da Grillo un "vaffa" a giornali e Quirinale

Oltre 40mila persone in piazza al secondo appuntamento promosso dal comico. Code per firmare i referendum: abolizione dell'Ordine dei giornalisti, legge
Gasparri e finanziamenti. Grillo insulta Napolitano: "Dovrebbe
essere presidente degli italiani, non dei partiti"

Torino - Ha cominciato parlando del 25 aprile, ha proseguito attaccando l’avvocato Franzo Grande Stevens per passare a ricordare "che dall’8 di settembre a oggi in Italia è cambiato tutto: cinque partiti non ci sono più". Così il comico genovese Beppe Grillo ha cominciato il V2-day dal palco allestito in piazza San Carlo parlando davanti a diverse migliaia di persone. Nelle principali città d'Italia code per firmare i tre referendum: abolizione dell'Ordine dei giornalisti, legge Gasparri e finanziamenti.

Dito puntato contro il Quirinale Il comico-blogger non ha risparmiato nemmeno il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sostenendo che "dorme, dorme, dorme". Poi ha aggiunto: "Napolitano deve essere il presidente degli italiani e non dei partiti". A chi lo accusa di usare una terminologia pesante, ha anche rammentato di aver fatto un corso per "un linguaggio senza parolacce". "Siamo andati a votare delle elezioni assolutamente incostituzionali, irregolari, fuori legge - spiega Grillo - il presidente della Repubblica, Morfeo Napolitano, dorme, dorme e poi esce e monita. Dovevamo fare un referendum per cambiare la legge elettorale e lui ci ha fatto fare prima le elezioni, non dopo. È come mettersi il profilattico dopo". E conclude: "Napolitano dovrebbe essere presidente degli italiani e non dei partiti. Non ci sono più i partiti".

L'attacco alla stampa "Nei cda dei giornali ci sono le banche, i partiti, gli industriali con le pezze al culo che chiamano i giornalisti e gli dicono chi intervistare e dettano le scalette, ma da oggi tutto questo inizierà a finire". Urla Grillo dal palco di piazza San Carlo prima di illustrare i suoi tre referendum per i quali sta raccogliendo le firme, l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, l’abolizione della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici all’editoria. Elencando i finanziamenti pubblici che vengono dati a tutti i giornali italiani, Beppe Grillo se la prende in particolare con l’Unità e dice: "È l’Unità il giornale che ieri ci ha messo in prima pagina dicendo che siamo contro i valori della Resistenza. Un giornale che prende soldi per stampare 120 mila copie, ne vende 70 mila e le altre le butta in discarica. Noi disboschiamo la Val d’Aosta per finanziare quelli lì. Mi dicono che non è giusto abolire il finanziamento pubblico all’editoria ma siamo in un Paese libero e io vorrei che in Italia nascesse un giornale pagato da chi lo legge". Poi il comico genovese punta l’indice contro l’Ordine dei giornalisti: "Siamo gli unici al mondo ad avere un ordine dei giornalisti fondato nel 1925 da Mussolini per tenerli in braghe di tela. Già Einaudi diceva che non era necessario un Ordine dei giornalisti. L’informazione deve essere libera e la rete li farà fuori tutti lo stesso. Via le cose del passato, mettiamolo nelle cantine se vogliamo essere un Paese dinamico e veloce". Infine Grillo attacca la legge Gasparri: "È un affronto alla democrazia e alla libertà" e che fa sì che Berlusconi possa avere "in un Paese civile tre televisioni, 20 giornali ed essere presidente del Consiglio. Non esiste al mondo".

40mila in piazza Trentacinque-40mila persone (ma gli organizzatori dicono oltre 45mila) stanno seguendo il comizio del comico genovese Beppe Grillo in piazza San Carlo a Torino. Il pubblico stipato anche sotto i portici è fatto soprattutto di giovani. Gente tranquilla, attenta, che ripete il "vaffa" quando viene incitato a farlo. Ascoltatori indifferenti all’improvviso caldo scoppiato nel capoluogo piemontese. Vigili del fuoco, forze dell’ordine, ambulanze seguono l’avvenimento che, al momento, continua senza problemi, con qualche interruzione musicale. 

Tra la folla er Piotta e Caparezza Nessuna contrapposizione con la Festa della liberazione del 25 aprile, anche qui è in gioco una battaglia di libertà, quella dell’informazione. Questo il pensiero di Er Piotta autore della sigla del secondo "V-day" di Beppe Grillo e del rapper Caparezza. "Oggi è una giornata particolare, molto sentita - dice Er Piotta - e se fosse l’antitesi del 25 aprile noi non saremmo qui. Anche qui c’è una forma di liberazione, che riguarda le nuove frontiere della comunicazione, della difesa della libertà di stampa". "Vengo da Molfetta, la terra che ha dato i natali a Gaetano Salvemini - ha aggiunto Caparezza, che sarà tra i primi a intervenire sul palco di piazza San Carlo con la canzone Eroe - e Salvemini rappresenta per me molto il 25 aprile perchè anche lui ha dovuto emigrare perché non era gradito quanto lui scriveva. Il 25 aprile e il V-day non sono in contrapposizione - ha concluso - e lo dimostra anche il fatto, per quanto mi riguarda, che qui canterò una sola canzone per poter essere questa sera ad Arezzo e partecipare a una manifestazione per la Festa della liberazione".