A Torino licenziano la Manaudou: "È pigra"

Clamoroso addio all'olimpionica fidanzata con l'azzurro Marin. La squadra LaPresse caccia la campionessa francese: "Si accontenta di fare l'indispensabile"

Torino - La storia d’amore tra la regina del nuoto e la LaPresse Torino è già finita. La francese Laure Manaudou, 20enne campionessa olimpica in carica nei 400 stile libero e iridata nei 400 e nei 200, è stata licenziata ieri da Marco Durante, patron del club piemontese, il quale le rimprovera «scarso impegno e mancanza di feeling con il suo allenatore, Paolo Penso, e la sua nazionale. Se al rientro dalle vacanze avrà capito gli errori e si sarà scusata con Penso e le sue compagne, potrà tornare. Ma credo ci sia una possibilità su un milione che tutto questo avvenga». Il bubbone è scoppiato nel corso degli Open di Parigi, durante i quali Paolo Penso ha notato una Manaudou «assente»: «Se Laure vuole lavorare duro, posso aiutarla. Ma se si accontenta di fare il minimo indispensabile, non sono io il coach adatto a lei». Sotto accusa anche certi atteggiamenti lontano dall’acqua: «A Parigi non ha fatto la staffetta e non è rimasta con la squadra in tribuna, preferendo andare con i suoi su quella opposta. Non è questo l’atteggiamento giusto da tenere. Forse si considerava già in vacanza, ma devo capire cosa le passa per la testa perché ho l’impressione che non si renda conto che le sue avversarie dirette si stanno migliorando. I primi tre mesi servivano per conoscerci, ma ora si passa al lavoro serio: se non ha voglia di impegnarsi, il problema diventa grosso». La replica di lei, segnalata in partenza per una settimana di vita londinese? Poca roba: «Paolo Penso avrebbe fatto meglio a parlarne direttamente con me e non con la stampa».

E pensare che il «trasloco» della Manaudou in Italia - il 17 maggio scorso - era diventato notizia da copertina: lei, giovane, bella, pluriprimatista mondiale che sceglieva Torino (a zero euro di stipendio) per avvicinarsi al suo fidanzato Luca Marin, di stanza presso il Centro Tecnico Federale di Verona. Tesserata per la LaPresse con uno staff a sua disposizione e propositi bellicosi: «Voglio arrivare davanti a tutte le mie avversarie e scoprire nuovi limiti. Non ho cambiato nulla: nuotavo 14 km al giorno prima e nuoto 14 km al giorno adesso. Luca non è solo il mio fidanzato, ma un grande atleta. Potremo vederci più spesso, ma io sono qui per puntare alle Olimpiadi 2008». Parole, ricordi. Ieri la divina Laure è stata criticata pure dal ct francese Fauquet («si è un po’ persa»), mentre il suo manager precisava che la ragazza non ha mai firmato un contratto con il club torinese. Anzi, in tema di sfruttamento dei diritti di immagine, lei e il suo entourage valutano un’azione civile e penale «per far luce sul ruolo e le responsabilità dei diversi protagonisti di questo affare». Ora Laure potrebbe tornare al suo club di origine, il Canet, da cui se ne è andata tre mesi fa in contrasto con l’allenatore Philippe Lucas. E fra un anno ci sono i Giochi...