Da Torino a Lione in 100 minuti col supertunnel

La nuova tratta, 72 chilometri, aprirà nel 2018. Costo dell’opera: 6,6 miliardi di euro

Gabriele Villa

Miglior modo per capire con chi abbiamo a che fare, quando si parla di alta velocità in Piemonte e dintorni, è quello di prendere il binario giusto, cominciare cioè con le presentazioni. Per realizzare il progetto della Torino-Lione, nell’Ottobre del 2001 è stata costituita la società Ltf, che si occupa della parte comune italo-francese in seguito all’accordo stipulato tra Francia e Italia nel Gennaio 2001.
In base a tale accordo, divenuto trattato, i governi dei due Paesi si sono impegnati, citiamo testualmente, «a costruire le opere della parte comune italo-francese necessarie alla realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario misto merci-viaggiatori tra Torino e Lione». Azionisti della società Ltf sono in parti uguali Réseau Ferré de France (Rff) e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). La sede della società Ltf si trova in Francia, a Chambéry e la sede secondaria in Italia, a Torino. Ltf lavora sotto la supervisione della Cig, una Commissione intragovernativa italo-francese istituita nel gennaio 1996.
E veniamo alla caratteristiche del tracciato. La parte comune italo-francese avrà una lunghezza totale di 72 chilometri con una parte in galleria, che rappresenta il 90 per cento dell’intero percorso. Si tratta del «tunnel di base», così chiamato perché si trova alla base della montagna, che ha una lunghezza di 53,1 chilometri, e di quello di Bussoleno, di 12,2. Tratti all’aria aperta ci saranno solo in tre zone: in Francia a Saint Jean de Maurienne, in Italia con il viadotto di Venaus e a Bruzolo. Il tunnel di base sarà scavato ad una profondità media di 1500 metri ed una massima di 2500, con una pendenza massima del 12 per cento. Il ruolino di marcia è sostanzialmente il seguente: 2008-2009 completamento dei lavori di ricognizione e termine delle gare d’appalto e del finanziamento dell’opera. 2008-2010 avvio dei lavori per un’apertura prevista tra il 2018 e il 2020.
Quanto costerà tutto ciò? 6,6 miliardi di euro (stima al gennaio 2003) per la parte comune italo-francese. L’Unione Europea dovrebbe apportare un contributo di 235 milioni di euro (e poiché 179 milioni sono già stati versati, la fine del programma dovrà essere coperta da una richiesta all'Ue di altri 56 milioni). L’Italia si farà carico del 63 per cento dell’investimento e la Francia del 37 per cento. Le stime relative al costo di funzionamento sono di 34 milioni di euro all’anno per il rinnovamento delle attrezzature, 8,3 milioni-anno per lo sfruttamento ed infine 22 milioni-anno per la manutenzione.
E i vantaggi? Le cifre del progetto parlano chiaro: una volta avviati i lavori della parte comune (previsti tra il 2008 e il 2010), per la realizzazione del cantiere del tunnel di base e quello di Bussoleno saranno impiegate quasi 3500 persone. Al massimo della sua attività, la realizzazione del nuovo collegamento coinvolgerà circa 4000 persone per la sezione francese e circa 1500 persone per la sezione italiana. Ma sarà proprio un’alta velocità? Se tutto rimanesse come è oggi, nel 2015, senza il nuovo collegamento, il traffico stimato delle merci sarebbe di 13 milioni di tonnellate all’anno con una saturazione prevista già nel biennio 2015-2017. Nel 2030, con il nuovo collegamento l’utilizzo della nuova linea permetterà di trasportare su rotaie circa 30 milioni di tonnellate di merce per anno, oltre a circa 13 milioni di tonnellate di veicoli grazie all’autostrada ferroviaria. Per andare da Torino a Lione in entrambi i sensi il tempo del percorso è attualmente di 4 ore 17. Al termine del progetto saranno sufficienti 1 ora 45, vale a dire un terzo del tempo. Milano disterà poco più di 4 ore da Parigi, anziché le attuali 6 ore 50, e 7 ore da Barcellona, contro le attuali 12 ore 20 minuti compiute con un treno notturno . Che ne dite, val la pena, dunque, di prepararsi a viaggiare ad alta velocità?