Torino, Napolitano: "L'unità della nazione non è burocratismo"

Il presidente della Repubblica in visita a Torino: "Unità nazionale e coesione sociale non significano centralismo e burocratismo, non significano mortificazione delle autonomie". Lieve malore per Napolitano, poi superato

Torino - "Unità nazionale e coesione sociale non significano centralismo e burocratismo, non significano mortificazione delle autonomie, delle diversità e delle ragioni di contrasto e confronto sociale e politico". Lo ha detto Giorgio Napolitano ricordando la figura di Cavour, pronunciando un discorso con voce meno limpida del solito, stando seduto a causa di un lieve imbarazzo di stomaco avuto poco prima della cerimonia.

Divario Nord-Sud "Unità e coesione possono crescere solo con riforme e loro conseguenti attuazioni, con indirizzi di governo a tutti i livelli, con comportamenti collettivi, civili e morali, che siano capaci di rinnovare la società e lo Stato, mirando in special modo ad avvicinare Nord e Sud, ad attenuare il divario che continua a separarli". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso sulla figura di Cavour a Santena. "Rivolgendoci a un passato che merita di essere celebrato senza vacuità retoriche e senza autolesionismi - ha concluso il presidente - guardando avanti con saggezza ma senza conservatorismi al cammino da compiere, le celebrazioni del centocinquantenario ci appaiono davvero un agrande occasione da cogliere nell’interesse comune dell’Italia e delgi italiani". 

Lieve malore per il Presidente Giorgio Napolitano si è scusato con il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, con il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e con gli altri organizzatori del convegno su Cavour, e subito dopo aver pronunciato il suo intervento ha lasciato la cerimonia, in anticipo rispetto al programma originario, per fare rientro a Roma. Napolitano aveva accusato un malore durante una cerimonia pubblica, nel 2007, a Trento, mentre pronunciava la lectio magistralis in occasione dell’assegnazione di una laurea honoris causa. In quella occasione si parlò di un calo di pressione dovuto alla stanchezza e al caldo. Il capo dello Stato indossava una pesante toga e inoltre era sotto i riflettori di un teatro e parlava dal podio in piedi, pronunciando un lungo intervento. Anche in quella occasione il malore fu momentaneo. Fu il professore Innocenzo Cipolletta, che si trovava sul palco, il primo a notare le difficoltà di andare avanti e ad accostargli una sedia. Napolitano si sedette e continuò l’intervento seduto, completando il programma, facendo vedere che il momento difficile era stato superato in corsa.