«Torino è poco sicura Manderemo in strada i vigili usati come autisti»

Claudia Porchietto è una imprenditrice che corre con il centrodestra alla Provincia di Torino. Unica candidata donna, è sostenuta da Pdl, Lega e altri 8 partiti tra cui il Pli, che dopo 19 anni si ripresenta alle amministrative di Torino con il proprio simbolo.
Sarà testa a testa con l’uscente Antonio Saitta del Pd. Un bel risultato in una città «rossa» come Torino...
«La gente ha capito la qualità del nostro programma elettorale. Vogliamo gestire l’ente in modo manageriale. Aumentando le entrate e riducendo gli sprechi».
Non è proprio semplicissimo. Ci spieghi come...
«Per esempio lavorando sulla competenza delle acque, attraverso una gestione diretta. La Provincia potrebbe diventare un produttore d’energia alternativa. Si può, anzi si deve valorizzare il patrimonio immobiliare. Un operazione che si può fare anche subito, in attesa del federalismo fiscale. E ancora i rifiuti, mettendo mano alla governance e alla gestione. Questa è la nostra ricetta: più risorse, senza mettere le mani nelle tasche della gente e senza mandare in rosso i conti pubblici».
Come dice di voler fare il suo avversario Saitta, uscendo dal Patto di stabilità per aiutare le imprese in crisi...
«L’ha detto 10 giorni fa. E sa che c’è? Che le aziende che lui dice di voler aiutare non hanno visto ancora un euro. E non lo vedranno perché nessun dirigente provinciale firmerà mai una delibera del genere».
Capitolo lavoro, caso Fiat e indotto, crisi economica. Quali ammortizzatori sociali metterebbe in campo come presidente?
«Intanto dobbiamo riformulare i centri d’impiego, che oggi non sono al passo coi tempi. Stesso discorso per misure come messa in mobilità, cassa integrazione e formazione professionale. È inutile fare corsi per baristi quando in città servono fornitori, fresatori o manutentori specializzati. Poi c’è il discorso dei tempi. Non possiamo finanziare dei corsi 8 mesi dopo il bando. Dobbiamo dare risposte in tempi brevissimi, le opportunità di ripresa vanno colte al volo».
Diciamo che la macchina pubblica è una vecchia 500 che deve diventare una Ferrari.
«In questi momenti di crisi si rischia di non dare risposte a quelle imprese che, in corso d’opera, devono rivedere le loro strategie».
Capitolo sicurezza...
«La settimana scorsa siamo stati a San Salvario, quartiere simbolo. Secondo i dati del Viminale siamo la quint’ultima Provincia più sicura d’Italia su 103. Siamo 97esimi per criminalità, 99esimi per furti in appartamento, terz’ultimi per furti d’auto, penultimi per reati contro il patrimonio... Devo continuare?».
Sì, se mi dice come uscirne...
«Con la polizia provinciale. Riorganizzando i vigili urbani dei comuni. Con un’economia di scala a costo zero».
Ma la polizia esiste già...
«Sì. Sono i 9 autisti di Saitta, assunti con un escamotage per evitare le multe quando lo scorrazzano in giro...».