Torino rende omaggio a Rodolfo Valentino, il primo mito di celluloide

Una rassegna cinematografica, una mostra
e un convegno per celebrare l'attore
simbolo immortale di fascino e seduzione. Alla
sua scomparsa Chaplin disse: «Possedeva arte
e distinzione, perdiamo un amico e un collega
di grande valore»

Se ne andò per un banale attacco di peritonite all'età di 31 anni nell'estate del 1926. Morì l'uomo, nacque la leggenda. È Rodolfo Valentino, uno dei miti della storia del cinema, simbolo di bellezza e seduzione. Insomma, il prototipo del «moderno divo eterno» in quanto fu il primo grande protagonista dell'arte cinematografica - che per le sue caratteristiche immortala le immagini e perpetua le emozioni che ne possono scaturire - a morire giovane e nel pieno del successo. La sua scomparsa fu salutata da Charlie Chaplin con queste parole: «La sua morte è una delle più grandi tragedie che abbia mai colpito il mondo cinematografico. Come attore egli possedeva arte e distinzione. Come amico, riscuoteva affetto e ammirazione. Noi che apparteniamo all'arte cinematografica perdiamo un carissimo amico e un compagno di grande valore». Il divo del muto era nato a Castellaneta, in provincia di Taranto, nel 1895 e dopo un'adolescenza burrascosa arrivò a New York in cerca di fortuna nel 1913. All'inizio faceva il giardiniere, poi divenne ballerino a pagamento, il «taxi dancer», al night club Maxim e poco dopo si trasferì a San Francisco dove cominciò la carriera di attore in una compagnia di operetta. Il suo primo film da protagonista fu «I quattro cavalieri dell'Apocalisse». Era il 1921 e cominciò il decennio che negli Stati Uniti vide imporsi il cinema come grande spettacolo popolare. Anche grazie a «Rudy». Ora, a 83 anni dalla sua morte, sarà celebrato a Torino con una serie di iniziative dal titolo «Rodolfo Valentino. La seduzione del mito» organizzate dal Museo Nazionale del Cinema e dall'Università. Il divo sarà al centro di una grande mostra alla Mole Antonelliana, una retrospettiva completa al Cinema Massimo, un convegno internazionale e una serie di incontri, omaggi e recital organizzati dal Centro Regionale Universitario «Mario Soldati» per il Cinema e l'Audiovisivo. Si comincia lunedì 23 febbraio (ore 21) con la proiezione al Cinema Massimo di uno dei suoi più grandi successi, «Sangue e arena» (1922) nella copia restaurata dalla Cineteca del Comune di Bologna e dalla Cinèmathèque Suisse con l'accompagnamento musicale dal vivo dei jazzisti Andy Sheppard (sax), Valentino Corvino (violino), Furio Di Castri (contrabbasso) Stefano Maccagno (pianoforte) e Fabrizio Sferra (batteria). La proiezione sarà preceduta dal cortometraggio «Good Night Valentino» di Edoardo Ballerini (Usa 2003, versione originale sottotitolata) alla presenza del regista. La rassegna al Cinema Massimo andrà avanti fino al primo marzo, con la riproposizione di tutti i film interpretati da Valentino. Giovedì 26 febbraio, invece, sarà inaugurata alla Mole Antonelliana la mostra curata da Nicoletta Pacini e Antonio Miredi che ripercorrerà la vita e la carriera di Valentino attraverso fotografie (ci saranno 30 immagini di grande formato che mettono in luce il forte potere seduttivo dell'attore) manifesti, cineromanzi, spartiti musicali riviste, ritagli, libri, cartoline e un prezioso costume da torero appartenuto alla collezione del divo. L'omaggio a Valentino prosegue con il convegno internazionale di studi «Intorno a Rodolfo Valentino. Cinema, cultura, società tra Italia e Usa negli anni Venti» (dal 24 al 26 febbraio 2009 al Circolo dei Lettori e il 27 febbraio all'Auditorium del Laboratorio Multimediale «Guido Quazza»), organizzato dal Centro Regionale Universitario «Mario Soldati» per il Cinema e l'Audiovisivo e dal Dams - Scienze della Formazione, in collaborazione con la Facoltà di Lettere di Torino e importanti Università italiane e straniere.