Il Torino si assolve in Figc: «Preziosi dice cose strampalate»

Luigi Gallo, coinvolto anche nella presunta combine con il Genoa, è stato arrestato per le false fidejussioni

Paola Balsomini

Poteva essere il classico colpo di scena, ma in fondo la notizia era nell’aria ormai da qualche giorno: ieri, a Genova, è stato arrestato Luigi Gallo, l'ex presidente del Venezia coinvolto nell'inchiesta sulla falsa fidejussione presentata dal Torino ma anche l’uomo che aveva venduto a Preziosi Ruben Maldonado. Nel mirino della giustizia sportiva, insieme al Genoa, per la presunta combine con la società lagunare in realtà c’era finito il suo diesse Pino Pagliara trovato con 250 mila euro in contanti trovati nella sua auto. Gallo è stato preso in consegna dalla Guardia di Finanza e nei suoi confronti la procura di Torino aveva chiesto la cattura per truffa. Gallo era stato poi querelato dallo stesso patron del Torino, Franco Ciminelli, a sua volta indagato per truffa per aver presentato una falsa fideiussione per ripianare una parte dei debiti con il fisco. Un arresto che coinvolge in maniera solo marginale il Genoa (anche se tre anni fa Gallo aveva provato a comprare il club da Dalla Costa) ma che certamente non lascia indifferente l’ambiente rossoblù, che intanto si appresta a giocare la partita contro i granata per le presunte combine. Uno a zero per il Grifone, fino a due giorni fa, poi il presidente del Torino Tilli Romero ieri ha provato a segnare il pareggio: «Solo accuse infamanti». La gara non è stata disputata su un campo da calcio ma nell’Ufficio Indagini della Figc. Meno emozioni, più tensione, probabilmente. Anche per Preziosi che davanti al generale Italo Pappa aveva chiamato in causa il club granata, oltre al Perugia che però sta fallendo e ha altri problemi a cui pensare, per presunti premi a vincere elargiti proprio dalle due società al Piacenza e al Venezia. Ieri Romero è volato a Roma per rispondere alle domande della giustizia sportiva. Un’ ora di interrogatorio poi le parole di fuoco del numero uno granata: «Le frasi pronunciate da Preziosi fanno parte di una teoria strampalata, anche perchè noi non abbiamo mai promesso premi a vincere a nessuno». Romero non sembra preoccupato (ieri il club piemontese non ha ricevuto il via libera della Covisoc insieme al Perugia, mentre il Genoa è stato ammesso al campionato di serie A): «Sono tranquillo - ha detto ancora - come del resto ero sereno già prima di entrare e non mi aspettavo assolutamente nulla di diverso da quello che è accaduto e dalle domande che mi sono state poste. In realtà il mio club è stato tirato in ballo e questa mia audizione era un atto dovuto; infatti non ho avuto problemi a presentarmi». Insieme a Romero ieri è stato sentito anche Roberto Borrello, ex funzionario del Venezia che ha lavorato per alcuni mesi anche nel Torino.
Gli interrogatori poi continueranno lunedì (per il filone del calcio scommesse ieri a Genova è stato interrogato anche il laziale Paolo Di Canio). Ad essere ascoltato da Pappa sarà solo Matteo Preziosi, che aveva già dato forfait alle due precedenti convocazioni preferendo non presentarsi negli uffici di via Allegri. Non ci sarà infatti Pino Pagliara che ha deciso di parlare solo con i pm che hanno aperto l’inchiesta. Comunque sia martedì sarà consegnata la relazione stilata dall’Ufficio Indagini della Figc al procuratore federale Emidio Frascione. Intorno al 18 luglio, in caso di rinvio a giudizio della società rossoblù, comincerà il processo che durerà circa dieci giorni. L’intreccio comunque continua: Gallo arrestato, il Torino che si deve salvare ma che si dichiara parte lesa e lo spettro di due combine che aleggiano sul Grifone. Da una parte il Genoa accusa i granata di premio a vincere, dall’altra c’è un Genoa-Venezia nel mirino degli inquirenti. Oggi una nuova puntata.