A Torino strage sfiorata Nel liceo di Vito altre 10 aule a rischio

Altre classi del "Darwin" presentano le stesse caratteristiche strutturali, con le stesse controsoffittature vecchie di decine di anni. Domani i funerali di Vito Scafidi

Maria Grazia Grippo - Simona Lorenzetti

Torino - Aule come trappole, soffitti killer, tubi di ghisa in disuso mai rimossi e pronti a cedere per l’aggressione della ruggine: dai primi risultati della relazione dei vigili del fuoco di Torino emerge che la IV G del liceo scientifico Charles Darwin non era l’unica area dove esisteva il rischio di un crollo. Altre al secondo e al terzo piano presentano le stesse caratteristiche strutturali, con le stesse controsoffittature vecchie di decine di anni.

Il quadro è preoccupante e lascia intendere che c’erano almeno altre dieci aule nel liceo in cui avrebbe potuto verificarsi una tragedia. I vigili, su indicazione della Procura, hanno analizzato le coperture di tutte le classi, ma anche dei corridoi e dei servizi igienici. Risultato: l’intero secondo e terzo piano sono stati posti sotto sequestro. Un lavoro svolto prima che avvenisse l’abbattimento delle strutture per mano dei periti incaricati dal pm Raffaele Guariniello di stabilire le cause del crollo. I soffitti giudicati sospetti verranno eliminati, come confermato ieri pomeriggio anche dal presidente della Provincia Antonio Saitta. Di fatto i vigili hanno svolto un lavoro di guida per i periti, mettendo in evidenza analogie e anomalie tra le diverse stanze per agevolare controlli più approfonditi. Ed è così che è emersa la mappa delle classi-trappola.

Nella IVG, inoltre, era evidente che in passato fossero stati eseguiti rattoppi di muratura e forse nella ricostruzione di questi interventi potrebbe esserci la spiegazione del crollo. Ma rattoppi sono presenti anche in altre classi, benché non si conosca di quale natura e proporzione. Spetterà ora ai periti, man mano che procederanno all’abbattimento della controsoffittatura, leggere e interpretare queste piccole differenze. I sopralluoghi hanno confermato che per spiegare l’incidente si deve tornare all’ultima ristrutturazione in ordine di tempo avvenuta in quell’ala dell’edificio (costruita nel 1964) e risalente agli anni Novanta. La ditta che se ne occupò dovrà spiegare come mai non siano stati rimossi i tubi di ghisa non più utilizzati.

Agibile al liceo solo il primo piano, dove ieri si è tenuta una riunione alla quale hanno partecipato enti locali, prefettura, vigili del fuoco, insegnanti, genitori e studenti, sia del Darwin che dell’istituto tecnico commerciale Oscar Romero, la scuola confinante a quella della tragedia. All’ordine del giorno il ritorno sui banchi di scuola. Le lezioni riprenderanno per entrambi gli istituti lunedì prossimo. Ma il Darwin non riaprirà.

Sono in corso i controlli alla ragioneria: lì le controsoffittatture sono in polistirolo, si dovrà però accertare l’eventuale presenza di tubi di ghisa. È quasi scontato che gli allievi del Romero torneranno nelle loro classi tra una settimana, nonostante le riserve espresse dai genitori e dai rappresentanti di istituti che non si sono sentiti del tutto rassicurati dalle parole delle autorità provinciali. Tutt’altra storia per i liceali che verranno smistati tra la succursale e l’istituto Giulio Natta: per loro sono previste lezioni pomeridiane e si sta tentando di far quadrare anche gli orari dei mezzi di trasporti pubblici con le esigenze della scuola. A fare da sfondo alla riunione la processione di studenti che hanno continuato a portare biglietti di solidarietà. Domani saranno tutti a Pianezza, per l’addio a Vito.