Torna «Aida», ma in punta di piedi

Il tenore, già alle Terme nel ’90 per il «concertone» con Pavarotti e Carreras, torna adesso da direttore

Pietro Acquafredda

«Aida», capolavoro verdiano destinato nel 1871 al nuovo Teatro dell’Opera del Cairo, in occasione dell’apertura del canale di Suez, sembra scritta apposta per Caracalla, che può garantirle con la sua storica antica monumentalità una ragione di fascino in più.
Infatti, salvo che nella stagione d’esordio del 1937 - solo poche recite della «Lucia di Lammermoor» - dall’anno successivo «Aida» diventa una presenza fissa (i primi interpreti alle terme furono Maria Caniglia-Aida, Beniamino Gigli-Radames, Ebe Stignani-Amneris, scene e costumi di Nicola Benois) e nel 1945, viene scelta per inaugurare la prima stagione postbellica, divenendo in seguito l’opera più rappresentata a Caracalla.
Negli ultimi tempi, invece, «Aida» era assente dai cartelloni lirici estivi di Roma. L’opera verdiana, alla quale il pubblico internazionale di Caracalla ha sempre associato un colossal ed un numero enorme di comparse (anche Fellini si vantava di aver fatto la comparsa a Caracalla, proprio in questo spettacolo) e magari anche di animali per la scena del trionfo, è apparsa troppo invasiva nei confronti di un monumento carico di anni e di storia e con qualche acciacco. Ora che finalmente ritorna, lo fa in punta di piedi e con una scenografia insolita, leggerissima: le terme stesse si animeranno di forme e colori per accogliere la storia di Aida, attraverso un sofisticato sistema di «moving lights» che permette di proiettare su un supporto come le rovine, scenari in continuo movimento. Assisteremo anche ad un miracolo che solo la tecnica può fare: la stanza di Amneris avrà per pavimento alcuni preziosi mosaici di Caracalla (proiettati, ovviamente). La parte visuale, affidata a Paolo Miccichè, non nuovo a simili esperimenti anche in altri grandi spazi storici, come l’Arena di Verona, dove ha realizzato «Madama Butterfly», è stata già collaudata con successo all’Opera di Washington.
Ma la novità più interessante di questo ritorno alle terme, riguarda il versante musicale: Placido Domingo, tenore fra i più grandi del nostro tempo, è per la prima volta a Caracalla, salvo l’inusuale precedente del concerto dei tre tenori nell’estate del 1990, in occasione dei Mondiali di calcio. Ma ora sale sul podio, per un’opera che infinite volte ha cantato e anche diretto in ogni parte del mondo. Da qualche anno, infatti, Domingo affianca con regolarità pari al successo la sua attività di cantante con quella di direttore d’opera.
Il cast di «Aida», sulla carta, promette bene. Nel ruolo del titolo Sylvie Valayre e, nelle repliche, ben tre sostitute; Mariana Pentcheva sarà Amneris; Radames avrà la voce di Marco Malagnini e Amonasro quella di Juan Pons; Ramfis, infine, sarà Giacomo Prestia.
Placido Domingo dirigerà due delle nove recite: sabato e domenica; dal 27 luglio e per tutte le successive lo sostituirà Giovanni Reggioli, che con lui lavora spesso a Washington.
L’«Aida» è in scena da domani a giovedì 4 agosto. Biglietti da 25 a 60 euro, poltronissime: 100 euro. Riduzioni del 20% per giovani, studenti, anziani e Cral. Inizio ore 21.
Informazioni: 06.481601.