Torna la Baistrocchi che si fa più bella con le Veneri vere

Un sottile filo conduttore che collega gli sketch, tanta musica dal vivo e il debutto di quattro ballerine. Queste le novità del nuovo spettacolo goliardico: «La Venere coi baffi» della compagnia Baistrocchi, che porta ancora una volta, la firma di Piero Rossi, coadiuvato dal camaleontico primo attore Edoardo Quistelli. L'appuntamento con la Bai è al teatro Politeama dal 30 dicembre al 17 gennaio, e al teatro Govi di Genova Bolzaneto dal 22 al 24 gennaio, e sempre a gennaio dal 29 al 31. A tenere le redini della storia, che conta ben 97 edizioni, è Erminia, una vecchia cassiera-guardarobiera dell'Arcanciel, un night club con terrazza sul mare anni 60', che non chiude mai. «E come tutti i night club che si rispettano - spiega il regista - anche l'Arcanciel ha il suo corpo di ballo, composto quest'anno anche da quattro giovani donne, che hanno chiesto e ottenuto di farne parte. Ma la vera novità sta anche nelle musiche accattivanti del maestro Grasso, eccezionalmente suonate dal vivo dal “Trio Arc En Ciel” e con la partecipazione straordinaria del “Bai Ninga Choir“». Ed è lo stesso Piero Rossi ad annunciare, dopo cinquant'anni di onorata carriera, il suo arrivederci alla Baistrocchi: «Si è l'ultimo anno. Continuerò ma soltanto dietro le quinte. È giusto che vadano avanti i giovani. Ci sono degli autori nuovi molto validi, e ragazzi talentuosi e brillanti. Adesso tocca a loro. Io di mio, lascio sì la regia, ma continuerò comunque a collaborare. Proprio non ci riesco abbandonare completamente la Bai». Ma la novità è scritta anche nella modalità in cui va in scena la rivista, spiega ancora il regista: «anziché cucire insieme tanti sketch di diversa natura, abbiamo costruito un sottilissimo filo conduttore, che racchiuda in una sorta di cornice, l'intera messa in scena». E come sempre, non mancheranno i riferimenti a persone ed eventi della cronaca locale: rivivrà così il Gay Pride e torneranno in scena anche Claudio Burlando e Marta Vincenzi in uno scoppiettante fine primo tempo in blue jeans. Ci sarà spazio anche per Marrazzo e don Farinella, mentre Genoa e Sampdoria saranno le grandi assenti; compariranno infatti soltanto all'inizio del secondo tempo, durante il funerale di Checco Parodi. Beffando, gli autori hanno ribadito la fortuna di quei spettatori, che sorteggiati, vinceranno un viaggio in Transilvania con un accompagnatore brasiliano. L'ironia lascia spazio alla commozione quando il regista Rossi, consegna una parte dell'incasso, nelle mani del professore Franco Henriquet della «Gigi Ghirotti Onlus», che ringrazia vivamente per l'opera svolta nei confronti quanti soffrono duramente; un'altra parte è invece andata all'associazione «Bandeko», che si adopera per la costruzione di un ospedale in Congo, e un'altra all'associazione di volontariato «Centro di Solidarietà» di Genova, che lavora su progetti sportivi e trasporta bambini, disabili e anziani. «Da quasi cent'anni la Baistrocchi, devolve l'intero incasso in beneficienza - conclude il regista - Dal ’74 fino a oggi abbiamo raccolto un miliardo e 250 milioni di vecchie lire. È questo lo spirito che guida, e continuerà a guidare la Baistrocchi».