Torna il cabarettista che spiega la vita facendo la maratona

MilanoCorre per il mondo, beato lui. Roberto Giordano il cabarettista-maratoneta genovese, già passato sul palcoscenico di Laboratorio Zelig e dai microfoni di alcune trasmissioni di Radiodue, fa ciò che ogni runner sogna di fare: tagliare il traguardo delle più suggestive 42 chilometri del mondo. Lo fa da sempre ma da un paio d’anni ha anche trovato il modo di raccontarlo in una serie televisiva che va in onda su Retequattro e che, nella passata stagione, ha fatto registrare ottimi ascolti. E non solo tra gli appassionati di corsa.
Così si replica e sabato, sempre su Retequattro alle 18, Giordano riprende a correre: «È la mia passione- racconta-. E come tutti i grandi amori la scintilla è scoccata per caso una decina di anni fa. Non ho più smesso, anzi ho preso anche ad allenarmi sul serio. Poi mi è venuta l’idea di raccontare la fatica, le emozioni e ciò che gira intorno a una maratona facendomi inseguire da una telecamera ed è nato Correndo per il mondo».
In realtà Correndo per il Mondo sta a metà tra sport, spettacolo e reportage turistico. La maratona è il pretesto per raccontare in poco meno di un’ora luoghi, persone e curiosità con la leggerezza e l’ironia che Giordano ha nelle sue corde da uomo di spettacolo. «La nuova serie sarà di cinque puntate - spiega -. Partiamo con la maratona di Edimburgo e a seguire ci saranno Miami, Stoccolma, il Sahara e San Pietroburgo». Corre e parla con i telespettori guardando dritto nella telecamera e dando a chi osserva la sensazione di essere lì al suo fianco a sudare. All’inizio il racconto è più lucido, poi il fiato si fa grosso e prende il sopravvento la fatica. «Non è facile, ma non c’è finzione, nel senso che io corro davvero e i chilometri li faccio tutti. Quindi ciò che si vede è ciò che è accaduto durante la maratona».
Ad un artista di solito si chiede quali sono i programmi futuri, ad un maratoneta quale la prossima impresa. «Più che un’impresa è un sogno - spiega -. É la Badwater, una corsa di 200 chilometri che attraversa la valle della morte tra Colorado e Nevada, con temperature che sfiorano i 50 gradi. Una gara massacrante e al traguardo arrivano in pochi. Ecco, vorrei provare a correre lì...». Chissà se troverà un cameraman disposto a seguirlo.