Torna al Carcano «Il Paese dei campanelli»

Oggi l’operetta di Lombardo-Ranzato con la regia di Corrado Abbati. Rappresentata la prima volta, al teatro Lirico, nel 1923

Valeria Pedemonte

Il Paese dei campanelli, l'operetta di Lombardo-Ranzato, che va in scena oggi al Teatro Carcano con la Compagnia di Corrado Abbati, nell'allestimento del Teatro Verdi di Trieste, non vanta quarti di nobiltà come «La vedova allegra» o il «Pipistrello» di Strauss, ma è una delle non molte operette italiane con un suo ben preciso valore storico e con un pubblico affezionato.
«Il Paese dei campanelli» andò per la prima volta in scena nel novembre del 1923 al Teatro Lirico e il giorno successivo la sua prima, mezza Milano fischiettava i motivi più orecchiabili. Ancora oggi sono in molti a conoscere «Luna tu, sai tu dirmi perché?» - ovvero - il «fox della luna» - nonché i delicati «Duetto del ricamo» o «Io vorrei che il mio sogno divino». Il veneziano Virgilio Ranzato, autore della musica, vantava già un curriculum di tutto rispetto tanto che, come violinista, in una tournée dell'Orchestra della Scala, fu primo violino e solista, sotto la direzione di Arturo Toscanini. Poi, nel 1923 musicò - per l'appunto - «Il paese dei campanelli» che ottenne grande successo e da allora la fama di compositore eguagliò quella di cui godeva come concertista. Ma Ranzato, pur non dimenticando mai l'operetta (alla sua creatività musicale si deve, fra le altre, anche «Cin-Ci-La»)era rimasto nel cuore il «Trio Italiano», che aveva fondato nel 1911 e sedici anni dopo (nel 1927), lo rifondò con il figlio Attilio violoncellista e con il pianista Marino Beraldi.
Il genere musicale operettistico si era imposto in Europa nella seconda metà dell'Ottocento. Originariamente il termine operetta era applicato, specialmente nei Paesi di lingua tedesca, ad uno spettacolo musicale di carattere leggero, popolare e lineare, composto di parti recitate, alternate a numeri cantati e danzati. In Italia non fu facile entrare nelle preferenze degli italiani e questo genere di spettacolo dovette superare una prevenzione d'origine, la stessa che considerava l'operetta come un genere minore, se non, addirittura, disdicevole. I primi successi autenticamente italiani in questo campo furono «Scugnizza» di Costa, «Il Paese dei campanelli» e «Cin-Ci-La» di Ranzato. Nel mondo dell'operetta hanno fatto capolino anche musicisti quali Leoncavallo con la «Reginetta delle rose» e Mascagni con «Sì». Per non parlare de «La rondine» di Puccini, nata, proprio come operetta e solo in un secondo tempo trasformata in opera.
Al «Paese dei campanelli», in scena fino a domenica, prenderanno parte: Antonella Degasperi (Bombon), Giovanni Cucuccio (Hans), Adriana Casartelli (Nela), Corrado Abbati (La Gaffe). La direzione musicale è di Marco Fiorini e Roger Catino. Le scene sono di Sergio D'Osmo, Costumi di Artemio Cabassi, regia di Corrado Abbati.