Torna a casa dopo 3 mesi il giovane fuggito perché si credeva malato

Dopo tre mesi di ricerche, Alberto Zabbialini, è tornato a casa. Era scappato dopo aver scoperto di essere malato di un grave virus. Ma le analisi erano sbagliate. Era nascosto nei boschi di Savona

Vado Ligure - Era scomparso tre mesi fa da Muscoline, un paese in provincia di Brescia, dopo aver scoperto di avere una grave malattia. Ma ieri sera Alberto Zabbialini, meccanico di 28 anni, è tornato a casa. I messaggi che parenti e amici gli hanno lanciato attraverso telegiornali e quotidiani devono averlo convinto a tornare, perché gli esami che aveva fatto erano sbagliati: Alberto non era malato.

La gioia di chi lo ha cercato Per tre mesi i carabinieri e gli uomini del soccorso alpino lo hanno cercato nel Savonese, dove era stato ritrovato il suo scooter, ma di lui nessuna traccia. Ieri sera è stato lui a farsi vivo. E ha fatto rientro a casa nel Bresciano. "Siamo davvero contenti che questa storia sia finita nel migliore dei modi e che il ragazzo sia tornato finalmente a casa dove ha ritrovato l’affetto dei suoi cari che hanno vissuto tre mesi di angoscia", sono state le prime parole dei carabinieri e degli altri soccorritori. Adesso toccherà ad Alberto raccontare cosa ha fatto in questi mesi.

Tre mesi nei boschi E il suo ricordo non si è lasciato attendere. Alberto è dimagrito di una decina di chili, porta i capelli raccolti in un codino dietro la nuca e ha la pelle bianchissima, perché per tre mesi si è nascosto nei boschi vicino Savona. "Ora tutto è a posto", rassicura. E racconta la sua avventura: "Sono stato per tre mesi nei boschi. Poi ultimamente mi sono deciso a cercare informazioni, sono entrato in un internet point a Genova, e digitando il mio nome ho scoperto che si era tanto parlato di me e che non avevo niente". A quel punto Alberto ha telefonato a casa e ha chiesto conferma delle sue condizioni di salute, come hanno riferito i suoi genitori. Così ha dato appuntamento ai familiari alla stazione centrale di Milano, dove si è presentato ieri sera.

Il rientro a casa Ad attenderlo c’erano la fidanzata Simona e un amico. Alberto non è mai uscito dai boschi durante il primo mese. Poi ha cominciato a recarsi a mangiare a una stazione di servizio, senza che nessuno lo riconoscesse. Parlando con i familiari, ha ricordato di aver sentito in un’occasione la voce dello zio, che gridando in un megafono chiamava il suo nome durante le ricerche nel Savonese. Ma lui è rimasto nascosto. Ha ritrovato la serenità. Ma meglio non fargli ricordare quelle analisi sbagliate: "Non fatemi pensare a quel medico", ha risposto Zabbialini. Il padre Angelo ha ringraziato tutti coloro che in questi mesi si sono impegnati nelle ricerche: "Siamo la famiglia più felice al mondo, abbiamo vinto al supernenalotto".